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IL PARCHEGGIO SANTA ROSA
Il piazzale Santa Rosa, luogo scelto per l’edificazione del nuovo parcheggio, ospitava sin dall’inizio del XX secolo una parte del complesso di Autoveicoli di cui disponeva il Vaticano.

L’impostazione generale del progetto per la riqualificazione del luogo, ha previsto una disposizione a terra rigorosamente geometrica con un disegno in alzato a ritmi cadenzati, con materiali che in parte, per omogeneità si stile, richiamano le caratteristiche del suo precedente intervento al Parcheggio della Stazione (1997).

L’architetto in particolare è stato attento che l’inserimento del complesso non alterasse l’immagine degli edifici esistenti e che le dimensioni della parte in superficie non risultassero un fuori scala in relazione alla Basilica o al Palazzo Belvedere. La ricerca del linguaggio architettonico ha tenuto conto, come sempre, sia dei nuovi sistemi costruttivi ma anche degli aspetti formali, affinché nel progetto non vi fossero contraddizioni con l’idea che, consolidata attraverso i secoli ed attuata sin da Pio XI, l’arte deve risultare ancorata ad un linguaggio tradizionale.

Il nuovo complesso è caratterizzato da una cubatura di tipo aperto ove distribuire uno spazio polifunzionale, in parte coperto da una tettoia traslucida di circa 200 mq al fine di ripristinare sia la zona di parcheggio mezzi pesanti sia i servizi dell’autoparco. La superficie dell’intervento è disposta su due livelli completamente interrati ciascuno di 3500 mq di superficie che uniti ad un piano pilotis di 1300 mq ed al ricostituito parcheggio scoperto S. Rosa accolgono 280 posti auto oltre a spazi dedicati ad uffici.
I due livelli interrati sono collegati fra loro ed alla superficie da due gruppi scala con funzioni sia di uscita che di collegamento interno esterno; il corpo centrale è dotato di due ascensori che consentono l’accesso ai disabili. Il fronte principale rivolto verso via S. Luca si caratterizza per il piano terreno con portico, mentre il fronte interno
risulta più semplice, l’architetto ha adottato per questo tema volumetrie razionali, ed anche nei materiali riprende il panorama laterizio delle vicine mura laparelliane.

 Le decorazioni sono ridotte alle cornici in travertino del cornicione e delle bucature, le linee sono severe; nell’edificio prevalgono intenti di funzionalità rispetto ad enfatizzazioni stilistiche, ciò conferisce all’opera un immagine di severa semplicità con colori e materiali che sono in rapporto gerarchico con gli edifici esistenti.

Durante i lavori di scavo, è stato ritrovatoanche l'antico sepolcreto del I e II secolo (vedi nello stesso settore nord/est la necropoli autoparco 1957, annona 1930, galea 1930).


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