Stato della Città del Vaticano
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4 ottobre 2009

DISCORSO IN OCCASIONE
DEL GIURAMENTO DEI NUOVI GENDARMI
VATICANI
Cardinale Giovanni Lajolo-Presidente del
Governatorato
Piazzale del Governatorato, S.C.V.
4 ottobre 2009

Eminenze,
Eccellenze,
Autorità civili e militari,
Signore e Signori,
è un’occasione non solo di carattere formale-simbolico, ma profondamente spirituale quella che ci vede qui oggi riuniti: il giuramento dei Gendarmi dello Stato della Città del Vaticano.
Anche a nome di S.E. Mons. Carlo Maria Viganò, Segretario Generale del Governatorato, e di S.E. Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale, rivolgo un saluto particolarmente cordiale all’Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, e con lui all’Eccellentissimo Mons. Fernando Filoni, Sostituto per gli Affari Generali, a Mons. Peter Brian Wells, Assessore, ed agli altri Prelati presenti delle due Sezioni della Segreteria di Stato. Desidero esprimere il mio apprezzamento e gratitudine per questa così autorevole presenza della Segreteria di Stato a questa nostra cerimonia.

Saluto con venerazione e fraterno affetto gli Eminentissimi Signori Cardinali Edoardo Martínez Somalo, Jean-Louis Tauran, Raffaele Farina; le loro Eccellenze: Mons. Claudio M. Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, Mons. Domenico Calcagno, Segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, Mons. Piergiuseppe Vacchelli, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, Mons. Zigmunt Zimowski, Vescovo di  Radom, Polonia.

Un saluto rispettoso e molto cordiale al Sig. Alejandro Emilio Valladares Lanza, Ambasciatore di Honduras e Decano del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, ed ai Signori Ambasciatori: d’Italia, S. E. Antonio Zanardi Landi, di Germania, S. E. Hans-Henning Horstmann, di Slovenia, S. E. Ivan Rebernik, di Romania, S. E. Marius Gabriel Lazurca, nonché al Signor Ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta a Cuba, S.E. Jan Häuser.

Con loro saluto il Dott. Alberto Cerise, Presidente del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, ed il Dott. Ungureanu, Direttore dei Servizi di Sicurezza Esteri della Repubblica di Romania, ed il Dott. Massimo Barra, Vice Presidente della Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

E’ per me motivo di sincero piacere, oltre che di alto onore, l’avere oggi con noi ad assistere alla nostra piccola e semplice cerimonia, numerosi Generali della Repubblica Italiana: per tutti nomino il Gen. Tei, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ed il Gen. Gallitelli, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. A tutti ed a ciascuno di loro, con diversi dei quali ho avuto anche il piacere di avere rapporti personali, va il mio più cordiale saluto.
Saluto inoltre le numerose altre autorità militari e civili italiane, in particolare il Signor Prefetto per il Collegamento dei Servizi di Sicurezza presso il Vaticano e le Autorità della Santa Sede, Dott. Salvatore Festa, ed il Dirigente dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, Dirigente Generale Dott. Giulio Callini. E ringrazio infine, per la loro tanto amichevole quanto apprezzata partecipazione, tutte le altre autorità e personalità vaticane qui presenti.

  L'odierno atto solenne avrebbe dovuto aver luogo mercoledì scorso, 29 settembre, che è il giorno proprio della festività di S. Michele Arcangelo. Per varie circostanze ciò non è stato possibile. Che esso abbia luogo oggi, ha un particolare significato, ed è che oggi ricorre la festa di S. Francesco d'Assisi, il Santo della Fratellanza e della Pace, Patrono d'Italia. Di una tale coincidenza noi siamo ben lieti sia a motivo dei particolari vincoli della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano con l'Italia, sia per i vari rapporti di collaborazione, amichevole e fattiva, che abbiamo con varie istituzioni statali e civili italiane, ed in particolare - sebbene la Gendarmeria non sia un Corpo militare, ma un Corpo civile militarmente organizzato - con diversi corpi delle Forze Armate italiane.

E su di loro quindi, come sui nostri Gendarmi e su tutti noi, invochiamo, l'intercessione del Poverello d'Assisi, insieme alla protezione dell'Arcangelo Michele, Principe delle schiere celesti, perché propizino sempre sentimenti e fatti di pace per l’Italia e per il mondo.
La vostra presenza, Signor Ambasciatore, Signori Generali e Autorità della Repubblica Italiana, mi presta l’occasione per dirvi come anche noi del Governatorato ci siamo sentiti particolarmente vicini all’amata Patria italiana nel grave dolore da cui sono state colpite le Forze Militari italiane per la proditoria uccisione dei sei soldati della Folgore, il giorno 17 settembre scorso a Kabul. Abbiamo sentito vivo in noi il lutto delle loro famiglie. L’Italia ha valorosamente pagato in Afghanistan un doloroso contributo di sangue, come già precedentemente in altre parti del mondo, in generosa difesa della pace, ed in favore della sicurezza delle popolazioni locali. Il Santo Padre, Benedetto XVI, ha già ripetutamente espresso i suoi paterni sentimenti, sia direttamente, sia attraverso il Cardinale Segretario di Stato.

 Un cordiale saluto rivolgo al Col. Daniel Rudolf Arning, Comandante della Guardia Svizzera Pontificia, Corpo di gloriosa tradizione di fedeltà e di dedizione a tutela del Romano Pontefice. Ai vostri giovani, caro Comandante, che molto sovente operano sempre gomito a gomito con i nostri uomini, noi tutti guardiamo con ammirazione, simpatia ed affetto.
 Un caro saluto a Lei, Signor Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, Dott. Domenico Giani, che profonde tante energie nel guidare il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, nello svilupparne la formazione umana e professionale e le capacità operative, ed è inoltre sempre a fianco dell’Augusta Persona del Sommo Pontefice nelle sue Udienze e nei viaggi, per tutelarne l’incolumità
 Ma i veri protagonisti dell’odierna giornata siete voi, cari Gendarmi Vaticani, che oggi prestate il vostro giuramento di fedeltà al Santo Padre. Siate fedeli al giuramento che oggi prestate, siate consapevoli della vostra missione, che esige dedizione senza risparmio di forze, ma anche, e non meno, vigilanza senza intermittenza, attenzione alle persone, prontezza e fermezza, mai disgiunte da urbanità e cortesia. Se sono importanti le vostre capacità personali, è l’impegno umano, è l’ispirazione cristiana, è la coscienza del privilegio di essere al servizio del Vicario di Cristo, che potranno dare ad esse un valore particolare ed al contempo riempirvi, nell’intimo della vostra coscienza, di legittima soddisfazione. Sì, perché il vostro servizio, propriamente la vostra missione, è parte integrante del servizio, della missione dello Stato della Città del Vaticano, che altro non è se non quella di garantire l’indipendenza e la libertà del Romano Pontefice, e, con lui, della Sede Apostolica, nell’assolvimento dell’alto mandato spirituale conferitogli da Nostro Signore Gesù Cristo.

 In particolare, con gratitudine e sempre vivo affetto, saluto i cari Gendarmi in pensione, che oggi sono qui presenti ufficialmente con la loro Associazione, dotata di proprio Stendardo, recentemente istituita. Voi, cari Gendarmi in pensione, vi sentite - e così noi vi pensiamo - sempre facenti parte di quell’organismo umano, prima che statuale, che è il Vaticano. La Santa Sede ed il Governatorato sanno apprezzare anche la generosità con cui sovente vi prestate in servizi di integrazione e di supplenza in Vaticano e nelle zone cosìddette extraterritoriali.
 I Vigili del Fuoco vaticani sono anch’essi qui presenti, facendo parte della medesima Direzione. Anche ad essi, sempre pronti ad intervenire con competenza ed abnegazione nelle più svariate e talvolta pericolose emergenze, va il nostro grato, cordiale saluto.
 Ed infine un grazie molto sentito alla Banda della Gendarmeria che, con la sua arte, dà entusiasmo e gioia a questa cerimonia.
 Vorrei ora pregare Sua Eccellenza Mons. Sostituto di prendere la parola.
Cara Eccellenza, a nome di tutti e mio personale, desidero esprimere a Vostra Eccellenza sincero compiacimento per la Sua presenza, e gratitudine per il saluto che ci porta.
Grazie!

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