GIUBILEO IGNAZIANO, SAVERIANO E FAVRIANO

GIUBILEO IGNAZIANO, SAVERIANO E FAVRIANO  

Il pellegrinaggio di Ignazio di Loyola (1491-1556) si concluse 450 anni fa con la sua morte in una piccola casa nel cuore di Roma. Insieme con un gruppo di otto compagni che chiamava «amici nel Signore», fu all'unisono riconosciuto come il fondatore e l'ispiratore della Compagnia di Gesù. Questo anniversario coincide con la commemorazione dei 500 anni dalla nascita di due degli altri «amici nel Signore»: San Francesco Saverio (1506-1552) e il Beato Pietro Favre (1506-1546). Ognuno dei tre rappresenta una caratteristica della Compagnia di Gesù. Ignazio di Loyola passò gli ultimi 16 anni della sua vita, caratterizzata da esperienze mistiche, in una piccola casa nel centro di Roma, animando e governando per mezzo di lettere (gli archivi ne contano 7.000) il numero crescente di Gesuiti dispersi per tutto il mondo. Francesco Saverio, Patrono delle Missioni, rappresenta eminentemente l'ardore apostolico della Compagnia, fondata per annunciare la Buona Novella del Vangelo in ogni parte del mondo, in ogni missione affidata alla Compagnia dal Romano Pontefice. Intrepido, coraggioso, sempre pronto ad affrontare qualsiasi pericolo in mare o terra per «aiutare le anime», morì tradito da mercanti e politici, «felice e povero» all'età di 46 anni guardando con occhi vitrei le montagne della Cina, sua mira apostolica. Pietro Favre fu l'eminente direttore spirituale di persone importanti e meno importanti in tutta Europa. Morì a Roma all'età di 40 anni, esaurito dal suo continuo girovagare per l'Europa, in cammino verso Trento dove il Papa lo voleva come teologo del Concilio. La commemorazione di questi tre dei primi nove compagni è collegata alla nascita della Compagnia di Gesù approvata dal Papa nel 1540 per servire il Signore e la Chiesa, Sua Sposa, sotto il Romano Pontefice in un momento di grande turbolenza spirituale.