ANNO SACERDOTALE NEL 150º ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GIOVANNI MARIA VIANNEY

ANNO SACERDOTALE NEL 150º ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GIOVANNI MARIA VIANNEY  

«... nella prossima solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, venerdì 19 giugno 2009 - giornata tradizionalmente dedicata alla preghiera per la santificazione del clero -, ho pensato di indire ufficialmente un “Anno Sacerdotale” in occasione del 150º anniversario del dies natalis di Giovanni Maria Vianney, il Santo Patrono di tutti i parroci del mondo...». Con queste parole, lo scorso 16 giugno 2009, Benedetto XVI ha aperto ufficialmente l’anno dedicato ai sacerdoti. Nato (nel 1786 a Dardilly presso Lione) in una famiglia molto povera e numerosa e fondamentalmente contraria alla sua idea di entrare in seminario, Giovanni Maria Vianney vive inoltre in un periodo storico in cui è molto forte l’anticlericalismo (in Francia è ancora in corso la Rivoluzione), ma nonostante questo fin dall’adolescenza sente maturare la sua vocazione. «Vorrei portare anime al Buon Dio», questa la frase che rivolse a sua madre. Grazie alla benevolenza e alla tenacia dell’Abate di Ecully, Charles Balley, che crede fortemente nei suoi sentimenti e lo segue e lo sostiene negli studi, viene ordinato sacerdote nel 1815. Dopo i primi anni come vicario dell’Abate Balley, subito dopo la morte di quest’ultimo viene trasferito ad Ars-en-Dombes, un piccolo paese di poche anime. È qui che svolge umilmente per 40 anni il suo compito ed è qui che trascorre le sue giornate a celebrare Messa e confessare senza risparmiarsi anche fino a 17 ore al giorno. Muore nel 1859 già in fama di santità, Ars era infatti già divenuta meta di pellegrinaggi quando egli era ancora in vita. Fu proclamato santo da Pio XI nel 1925 e, proprio per l’ammirevole dedizione al suo compito, fu dichiarato «patrono dei parroci del mondo» nel 1929.