III CENTENARIO DELLA MORTE DI PADRE EUSEBIO CHINI

III CENTENARIO DELLA MORTE DI PADRE EUSEBIO CHINI  

Padre Eusebio Francesco Chini, missionario, esploratore gesuita, nacque a Segno, nella trentina Val di Non, nel 1645. Iniziò gli studi ginnasiali nel collegio gesuita di Trento e li completò in Tirolo dove, guarito da una grave malattia, fece voto di entrare nella Compagnia di Gesù per dedicarsi alle missioni nelle Indie. Qualche anno dopo l'ordinazione sacerdotale fu destinato invece alla missione nella nuova Spagna, l’attuale Messico, dove giunse nel 1681. Il suo apostolato fu decisamente particolare, durante quegli anni infatti Padre Chini percorse quasi tredicimila chilometri a cavallo attraverso il deserto, evangelizzando i popoli nativi incontrati sul suo cammino con visite regolari per istruzione, culto ed animazione di vita comunitaria. Ha combattuto la diffidenza locale ed i pregiudizi riconoscendo dapprima la dignità dei nativi e conquistando la fiducia della gente con cui entrava in contatto costruendo molte missioni. Dopo aver instaurato un rapporto di fiducia e di dialogo, insegnava loro a coltivare la terra, intorno ad una missione madre autonoma. Diede a queste popolazioni un’istruzione, un terreno e una fede da coltivare. La morte lo colse il 15 marzo 1711 ed il culto della sua persona si diffuse subito tra i fedeli ed i nativi del vasto territorio da lui evangelizzato. Durante un viaggio pastorale in Arizona, anche Giovanni Paolo II ebbe per lui parole di elogio: «con eccezionale abnegazione padre Chini lavorò instancabilmente per fondare missioni cosicché la buona novella di nostro Signore potesse radicarsi tra la gente che viveva qui». Il suo spostarsi in sella ad un cavallo gli valse il soprannome di “padre a cavallo”, ed è proprio così che è rappresentato su nostri francobolli.