IV CENTENARIO DELLA FONDAZIONE DELL'ARCHIVIO SEGRETO VATICANO

IV CENTENARIO DELLA FONDAZIONE DELL'ARCHIVIO SEGRETO VATICANO  

Papa Paolo V, quattrocento anni or sono, fondò il «Novum Archivum» nel Palazzo Apostolico, con l'intento di custodire e conservare i documenti dei pontefici e della Santa Sede; il 31 gennaio del 1612 ne nominò custode Baldassarre Ansidei e, da questa data, inizia ufficialmente la storia dell'Archivio Segreto Vaticano. Nel 1630 Urbano VIII ne sancì l'autonomia dalla Biblioteca Apostolica della quale fino ad allora aveva rappresentato poco più di un dipartimento. Alla metà del secolo XVII è attestato per la prima volta l'utilizzo della qualifica di «secretum», nell'accezione non di segreto, ma di archivio privato del Romano Pontefice, che vi esercitava in prima persona la suprema ed esclusiva giurisdizione. Il patrimonio documentativo ricopre circa dodici secoli (secc. VIII-XX), conta più di 600 fondi (gli insiemi delle documentazioni organicamente prodotte e accumulate), provenienti direttamente dai pontefici, dalle nunziature, dai dicasteri della Curia Romana, da personaggi illustri, famiglie nobili, istituti religiosi, e così via, per un totale di 85 km lineari di scaffalature (di cui 43 nei nuovi depositi sotto il Cortile della Pigna, voluti da Paolo VI e inaugurati nel 1980 dal beato Giovanni Paolo II). A papa Leone XIII nel 1881 dobbiamo l'apertura dell'Archivio agli studiosi di qualsiasi paese e religione, nonché l'approvazione del nuovo Regolamento (1884) che stabilì le competenze del personale e regolò le procedure per l'accesso e la consultazione dei documenti. L'Archivio Segreto Vaticano è oggi uno dei centri di ricerche storiche più importanti e celebri al mondo, patrimonio non solo della Chiesa universale, ma di tutta l'umanità.