IV CENTENARIO DELLA MORTE DI PADRE CRISTOFORO CLAVIO

IV CENTENARIO DELLA MORTE DI PADRE CRISTOFORO CLAVIO  

Il nome di Padre Cristoforo Clavio (o Clavius secondo la dizione latina, come è spesso conosciuto) nato a Bamberga, in Baviera nel 1537 si lega alla storia della fede, della matematica e dell’astronomia. Le notizie relative ai primi anni di vita sono poche, entrò nell'ordine dei Gesuiti a 17 anni ed in un primo soggiorno a Roma venne ricevuto dallo stesso fondatore della Compagnia di Gesù Sant’Ignazio da Loyola. Inviato per gli studi all’Università di Coimbra è in questa città che osservò per la prima volta un’eclissi totale di sole, evento che accese in lui la fiamma dell’interesse per l’astronomia. Tornato a Roma per completare prima gli studi di filosofia e poi quelli di teologia, sostituì nel 1567, presso il Collegio Romano, lo spagnolo Baltasar Torres nella cattedra di matematica ruolo che occupò fino al 1595; ricca in questo periodo è l’ opera del Clavio di testi scientifici di aritmetica, geometria, algebra e sull’astrolabio (celebre il soprannome a lui attribuito, di “Euclide del XVI secolo”). Diede un contributo importante alla commissione, voluta dall’allora Papa Gregorio XIII, per la riforma del calendario giuliano. Il nuovo calendario, il gregoriano, in omaggio al Pontefice promotore, venne adottato progressivamente a partire dal 1582 da tutti i paesi cattolici. Studioso delle nuove proposte dell’astronomia rivolse la sua attenzione a Copernico, Keplero e Galileo. Enorme è la produzione epistolare con i maggiori scienziati europei a dimostrazione dello spirito di ricerca scientifica che permea tutta la sua vita fino alla morte a Roma il 12 febbraio 1612. Uno dei più grandi crateri lunari, il Clavius, porta ancora il suo nome a mostrare, così come il nome di altri gesuiti su altrettanti crateri, il contributo della Compagnia di Gesù alla scienza.