I Pontefici del Rinascimento: Giulio II e Leone X

I Pontefici del Rinascimento: Giulio II e Leone X  

In occasione dei 500 anni dalla morte di Papa Giulio II (Giuliano della Rovere, 1443-1513) e dall’elezione di Leone X (Giovanni de’ Medici, 1475-1521), l’Ufficio Filatelico e Numismatico dedica loro un’emissione filatelica. I due Papi del Rinascimento vissero negli anni immediatamente precedenti la riforma luterana in un periodo in cui nella penisola italiana, contrariamente che in Spagna, Francia ed Inghilterra, non si era ancora concretizzato un disegno di unità nazionale. Papa Giulio II si inserì nei fragili equilibri politici del suo tempo stringendo alleanze ora con l’una ora con l’altra potenza europea, nel tentativo di ampliare l’influenza politica dello Stato Pontificio. Giulio II fu un grande mecenate che portò a Roma alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi, come Michelangelo, Raffaello e Bramante; il suo ambizioso progetto urbanistico, che mirava a ridefinire il profilo di Roma sul modello della città imperiale, restò incompiuto quando sopraggiunse la sua morte. Papa Leone X, fiorentino, figlio di Lorenzo il Magnifico, cercò di replicare fasti e splendori della grande famiglia dei Medici. Oltre a numerosi progetti urbanistici, nel suo caso portati a termine, cercò di fare della città eterna il centro culturale della cristianità; egli riformò l’università, curò la raccolta di codici, libri e capolavori dell’antichità classica, ospitò presso la corte pontificia letterati quali il Bembo, Guicciardini ed Erasmo da Rotterdam. In politica estera fu più diplomatico del suo predecessore e operò una profonda modernizzazione dell’apparato statale. Due grandi Pontefici che, nell’anno di grazia 1513, si passarono il testimone in un periodo di straordinaria fecondità per la cultura e l’arte italiana; artefici e ispiratori di alcune tra le opere d’arte che sono oggi riconosciute universalmente come capolavori assoluti e testimonianze vive della fede in Dio.