1150° ANNIVERSARIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA LINGUA LITURGICA SLAVA

1150° ANNIVERSARIO DEL RICONOSCIMENTO DELLA LINGUA LITURGICA SLAVA  

La Città del Vaticano, in emissione congiunta con la repubblica slovacca, commemora il 1150° Anniversario del riconoscimento dello slavo antico come quarta lingua liturgica accanto all’Ebraico, il Greco e il Latino. Il foglietto, realizzato per l’occasione nella tecnica dell’intaglio dall’incisore František Horniak su disegno dell’artista Dušan Kállay, raffigura il momento in cui i Santi Cirillo e Metodio giunsero a Roma, accolti da Papa Adriano II, con le reliquie di San Clemente e i testi dei quattro Vangeli tradotti in slavo antico. La raffigurazione è ispirata ai mosaici preservati nell’abside della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma e al codice Zografense (dal monastero Zogràphos sul monte Athos dove fu trovato), un gioiello della letteratura slava del X secolo consistente in una versione in lingua antica slava dei quattro Vangeli. Il testo riportato sul francobollo è una trasposizione dei primi quattro versi del primo capitolo del Vangelo di Marco: Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.