15 settembre 2006

SALUTO DI INIZIO MANDATO

Dal Vaticano, 15 settembre 2006

 

Cara Eccellenza Monsignor Boccardo,
Caro Monsignor Corbellini,
Illustri Direttori e Capi Ufficio,
Cari Collaboratrici e Collaboratori,

Nell'assumere il nuovo Ufficio che il Santo Padre mi ha assegnato, desidero rivolgere alla non piccola comunità di quanti operano nel Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e a ciascuno di Voi singolarmente un cordiale saluto.
Un saluto fraterno rivolgo in particolare a Sua Eccellenza Mons. Renato Boccardo e a Mons. Giorgio Corbellini ed a tutti i membri delle Comunità Religiose presenti nella Città del Vaticano.
Conosco personalmente solo alcuni di Voi; ma per il mio non breve servizio alla Santa Sede ed anche per gli anni che ho vissuto all'interno delle mura vaticane, non mi sono mancate le occasioni per apprezzare la qualità del Vostro servizio. Come ogni lavoro umano esso si qualifica, oltre che per le sue prestazioni tecniche, già di per sé rilevanti, per quei rapporti umani che creano un ambiente accogliente, che determinano una "qualità di vita", la quale supplisce ampiamente a talune limitazioni necessariamente annesse alle nostre modeste possibilità. La Vostra opera si qualifica però in maniera unica perché contribuisce al buon funzionamento dello Stato della Città del Vaticano, il quale non è una Città o uno Stato qualsiasi, bensì - come dice il Trattato del Laterano che lo ha costituito - quella condizione di fatto e di diritto che garantisce alla Santa Sede l'assoluta indipendenza per l'adempimento della sua alta missione nel mondo e le garantisce una sovranità indi¬scutibile pure nel campo internazionale. La Vostra attività è così contrassegnata da un inconfondibile elemento spirituale ed ecclesiale.
 
Iniziando oggi il mio nuovo compito, so di poter contare sulla collaborazione di ciascuno di Voi, perché quella grande finizione dello Stato della Città del Vaticano cui ho accennato possa trovare attuazione nel migliore dei modi. Penso infatti che è bello servire nella Casa del Signore, provvedendo alle piccole cose della vita di ogni giorno, oltre a quelle delle grandi occasioni, con lo spirito vorrei dire di San Giuseppe; e non dubito che ciò mi sarà reso molto gradevole dalla collaborazione competente e lieta che so di trovare in ciascuno di Voi.
Nel succedere ora al Cardinale Edmund Casimir Szoka mi è gradito di esprimere riconoscimento per quanto egli ha fatto nei nove anni della sua Presidenza, e ciò sia in campo istituzionale con importanti aggiornamenti della normativa, sia con nuove disposizioni dell'organizzazione dei servizi ed anche con significative costruzioni. Desidero anche sinceramente ringraziarlo per il benevolo incoraggiamento che mi ha dato nell'accogliermi a succedergli nell'Ufficio.
Il Signore ci accompagni nel tratto di strada che percorreremo insieme. Maria, Madre della Sapienza - la cui effige sovrasta in atteggiamento di protezione il Palazzo del Governatorato - ci ottenga ogni grazia, perché possiamo compiere insieme un buon lavoro.
Nell'attesa di potervi conoscere tutti personalmente, vi saluto cordialmente, augurando su di voi e sulla vostra Famiglia la benedizione del Signore.