4 novembre 2008

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA SU PIO XII
L’UOMO E IL PONTIFICATO

4 novembre 2008, ore 17,00


Eminentissimi Signori Cardinali,
Eccellentissimi Signori Arcivescovi e Vescovi,
Illustri Ambasciatori,
Onorevole Ministro,
Signor Sindaco
Signor Prefetto,
Onorevole Presidente della Regione,
Monsignori,
Signore e Signori,

a tutti un cordiale benvenuto per l’inaugurazione della Mostra Documentaria su Pio XII. L’Uomo e il Pontificato (1876-1958).

Sono passati cinquant’anni dalla morte di quel grande Papa, avvenuta a Castelgandolfo nelle prime ore del 9 ottobre 1958. In quel giorno si chiudeva una intensa e santa vita, iniziata proprio nella città di Roma, ottantadue anni prima, e generosamente spesa nel servizio alla Chiesa, nella scia luminosa di quattro significativi pontificati, quello di Leone XIII, di San Pio X, sotto il quale egli iniziò il suo servizio della Santa Sede, di Benedetto XV, che gli affidò la nunziatura di Monaco nel 1917, e di Pio XI, che lo trasferì a Berlino nel 1925 e quattro anni più tardi lo chiamò al suo fianco come Segretario di Stato.

A lui, per la fiducia e la lungimiranza di quei Pontefici, furono affidati incarichi ed esperienze in momenti storici delicatissimi, che contribuirono, per così dire, a preparare il prezioso tessuto del suo stesso pontificato. Questo ebbe inizio il 2 marzo 1939, appena alla terza votazione del primo giorno di conclave: avvenimento straordinario, e credo, unico negli ultimi secoli della storia pontificia. Possiamo dire che in un colpo venivano “bruciate” insieme due affermazioni care alle tradizioni degli intenditori di cose vaticane: “chi nel conclave entra papa esce cardinale” e “il segretario di stato non appartiene di norma ai papabili”…!

Seguirono diciannove anni che – dalla prima enciclica Summi Pontificatus del 1939 fino alla Fidei donum del 1957 – furono contrassegnati da una indefessa sollecitudine pastorale, fatta di fittissimi impegni, di aderente attenzione agli sviluppi ed ai bisogni degli uomini e delle istituzioni nella Chiesa e nel mondo, di memorabili discorsi, allocuzioni, radiomessaggi - alcuni di essi rimasti indimenticabili - destinati agli esponenti delle categorie lavorative più diverse… Molta parte della relativa documentazione (si prevedono necessari almeno 15.000 contenitori nell’Archivio Segreto Vaticano!) conserva ancora oggi una straordinaria attualità: gli insegnamenti di Pio XII, oltre ad aver “precorso e preparato il concilio Vaticano II” (come affermò Paolo VI all’Angelus del 10 marzo 1974), continuano ad essere una tappa imprescindibile nel magistero della Chiesa.

La Mostra Documentaria che oggi si inaugura nel Braccio di Carlo Magno, intende riproporre alla Chiesa, alla società, alla cultura di oggi -  attraverso alcune fotografie, scelti documenti di archivio, vari oggetti di arte e vita quotidiana - la straordinaria presenza dell’uomo “Eugenio Pacelli” e del pontefice “Pio XII” .

La Santa Sede ed il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, i cultori di storia, ma soprattutto i moltissimi fedeli, che conservano nella loro memoria l’immagine luminosa del Pastor Angelicus e nel loro cuore il suo sorriso puro e la sua voce vibrante, sono molto grati al Presidente della Pontificio Comitato di Scienze Storiche, Mons. Walter Brandmüller, ed al suo Segretario, il Padre Cosimo Semeraro, SDB, per aver voluto e preparato questa mostra. Essa è davvero un prezioso servizio alla memoria storica ed un omaggio di riconoscenza, di affetto filiale. La memoria che la Chiesa prova per i suoi Pastori, che spendono con sapienza e generosità la loro vita per il gregge che Cristo ha loro affidato, non si affievolisce, infatti, dopo la loro morte, ma, anzi, si accresce, continuando il loro benefico influsso nella vita del popolo di Dio e delle anime.

Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano è dunque molto lieto, anzi onorato, di poter ospitare nelle proprie strutture questa Mostra. Possa essa contribuire a prolungare e trasmettere alle generazioni future, che non hanno avuto il privilegio di conoscere, vedere ed udire quel grande Pontefice, il patrimonio di fede, di storia e di arte legato al suo nome, e soprattutto l’umile ed ardente sua passione per  Cristo e per la Chiesa.

A tutti i Visitatori, con il mio cordiale benvenuto, l’augurio di trarne durevole profitto culturale e spirituale.

Grazie!