11 ottobre 2009

Saluto in occasione della presa di possesso dell’Arcidiocesi di Spoleto
da parte di S.E. Mons. Renato Boccardo
11 ottobre 2009

Cari fratelli e sorelle dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia!
Sono qui oggi, insieme a Sua Eccellenza Mons. Carlo Maria Viganò, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a Sua Eccellenza Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale, a diversi Direttori e a tanti altri Collaboratori del Governatorato, per essere partecipe della vostra gioia nel ricevere Sua Eccellenza Mons. Renato Boccardo, il nuovo Arcivescovo che il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto donarvi.

Posso presentarvelo dicendo che l’ho conosciuto nel suo servizio di Segretario Generale del Governatorato come guida intelligente ed efficiente, ricco d’iniziative per rispondere adeguatamente alle esigenze delle più diverse situazioni.

Mi è gradito in particolare di ringraziare Mons. Boccardo per il fatto che nello scorso anno il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – il quale ha non poco sofferto per le finanze affidate a gestori esterni -, nel settore amministrativo interno è stato ampiamente attivo grazie all’attenta e solerte collaborazione da lui prestatami.

Voi conoscerete Mons. Boccardo. Lo conoscerete come sacerdote amico, che sa parlare ai giovani e coinvolgerli nella grande causa di Cristo, che sa proporsi come fratello pronto a far sue le gioie e le sofferenze delle vostre famiglie, come pastore attento ai bisogni delle persone più anziane, sensibile di fronte ad ogni povertà, sia essa del corpo e dello spirito, sempre disponibile non solo ad offrire un buon consiglio – dono già di per sé preziosissimo – ma anche un aiuto concreto, un cuore ospitale, un volto sorridente verso tutti, senza distinzioni e limitazioni. Non solo saprà accogliere: saprà cercare, insieme a voi, e trovare chi è solo, chi si sente abbandonato, o ha il cuore ferito e sfiduciato, per fargli percepire l’amore di Cristo, e per gustare – come dice il Salmo, "quant’è buono, quanto è soave che i fratelli vivano insieme" (Sal 133, 1).

Vi ho dato forse un ritratto idealizzato? No; basato sulla mia personale conoscenza. E so che così lo conoscerete ed amerete anche voi. Così come so che egli troverà tanta ricchezza e freschezza di vita spirituale in questa vostra antica, nobile e bella Chiesa di Spoleto-Norcia. Troverà tanta e così amabile e conquidente vita spirituale che egli ben presto si domanderà come ha fatto a stare tanto tempo in Vaticano, lontano dalle gioie e dalle pene (ma pene gioiose) della vita di pastore di una Chiesa come la vostra.

Sono qui oggi, dunque, insieme a tanti Collaboratori del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, per essere partecipe della vostra gioia nell’inizio del ministero diocesano del vostro nuovo Arcivescovo, ma voi potete facilmente comprendere che la mia, la nostra presenza qui significa anche che la partenza di Mons. Boccardo dal Governatorato è stata per tutti noi, e per me in particolare, motivo di vivo rammarico, come uno strappo che, venendo qui, cerchiamo di rendere meno doloroso: perché la perfetta sintonia di giudizio e di azione, che caratterizzava i nostri rapporti, ha  sempre reso finora più agevole il peso del lavoro in Vaticano, non privo di preoccupazioni e talvolta anche di acute spine. Ma la Provvidenza del Signore, che ci ha sempre accompagnati, continuerà a farci sentire la sua vicinanza anche in futuro. E’ questa, forse, l’esperienza più bella che può fare non solo un vescovo ed un sacerdote, ma ogni cristiano credente. L’amore del Signore ci segue con fedeltà, sempre, anche quando noi ci dimentichiamo di Lui (cfr. 2 Tim 2, 13).

Detto questo, vi assicuro però che Sua Eccellenza Mons. Boccardo non lascerà mai che ci si dimentichi di Dio, né nella vita privata né nella vita pubblica. Perché questo è il compito proprio della Chiesa: ricordare a tutti e sempre Dio, i suoi santi Comandamenti, che sono comandamenti di giustizia e di libertà, far sperimentare all’uomo in ogni sua situazione l’amore di Dio in Cristo per noi, per ciascuno di noi, e così affratellare tutti gli uomini.

Un grande compito, anzi una grande missione, che gli auguriamo ricca di soddisfazioni per lui e per voi tutti, venerati sacerdoti e cari fedeli dell’Arcidiocesi di Spoleto.

E così essa sia
nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,
Dio Vita Gioia Amore,
di cui invochiamo la benedizione.