05 ottobre 2010

DISCORSO PER LA PARATA DELLA GENDARMERIA
FESTA DI S. MICHELE ARCANGELO
Giovanni Cardinale Lajolo
Piazzale del Governatorato, 5 ottobre 2010

Eminenze, Eccellenze, Signori Generali,
Signor Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana,
Signori Ufficiali,
Cari Gendarmi,
Siamo molto lieti che anche quest’anno Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, e S.E. Mons. Fernando Filoni, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, abbiano accolto il nostro invito e siano oggi presenti in mezzo a noi. Insieme a S.E. l’Arcivescovo Mons. Carlo Maria Viganò, Segretario Generale del Governatorato, a S. E. il Vescovo Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale, li salutiamo con tutta la considerazione che merita la loro persona nel valido, apprezzato servizio come primi collaboratori del Sommo Pontefice; siamo loro grati per l’onore che ci fanno, e diamo loro un cordiale benvenuto.

Con loro saluto gli Em.mi Cardinali Edoardo Martinez Somalo,  Giovanni Battista Re, Bernard Francis Law, Jean-Louis Tauran, Angelo Comastri, e S.E. l’Arcivescovo Mons. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, S.E. il Nunzio Apostolico in Italia, l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Bertello, gli altri Arcivescovi e Vescovi presenti, e il Reverendo Georg Gänswein, Segretario particolare del Santo Padre, che ce lo fa sentire particolarmente vicino.

Abbiamo l’onore di avere tra di noi S.E. l’Onorevole Gianni Letta, Sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, S.E. il Sig. Jean Pierre Mazery, Gran Cancelliere dello S.M.O.M., il Gen. Mosca Moschini, Consigliere per gli Affari Militari della Presidenza della Repubblica, Il Prefetto Manganelli, Capo della Polizia, il Dott. Ionta, Capo del Dipartimento della Polizia Penitenziaria, il Gen. Rossi, Sotto Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, il Gen. Borruso, Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Gen. Bardi, Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale della Guardia di Finanza, il Gen. Poletti, Vice Direttore dell’Agenzia Informazioni Sicurezza Interna, il Gen. Girone, Direttore della DIA, il Prefetto Festa, dell’Ufficio di Collegamento tra gli Organi di Polizia che attuano i Servizi di Sicurezza presso il Vaticano e le Autorità della Santa Sede, il Dott. Tagliente, Questore di Roma.

Ho anche il piacere di salutare il Prof. Catananti, il Prof. Fabbriciani ed il Prof. Nuzzo del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, il Dott. Kleinkauf, Amministratore Delegato della Mercedes Benz Italia, che ringrazio cordialmente per la sponsorizzazione della presente manifestazione, il Real Admiral Mario Sanchez Debernardi, Capo della Missione delle Nazioni Unite a Cipro, ed il Capo della Polizia dello Yorkshire del Sud, Chief Constable Meredydd Hughes, Responsabile della Sicurezza durante la recente visita del Santo Padre nel Regno Unito.
Diverse altre Personalità dovrei menzionare nominatamente. Confido nella loro comprensione se, per brevità, non lo faccio. A tutti i presenti rivolgo un cordiale, e non meno rispettoso saluto.
Ringrazio il Comandante Dott. Domenico Giani per le sue parole, che hanno ben illustrato l’intensa attività del Corpo della Gendarmeria nell’ultimo anno, i vostri consueti impegni, cari Gendarmi, la vostra professionalità, lo spirito che vi guida nel prestare il vostro servizio; ed inoltre alcuni particolari impegni ed eventi dello scorso anno.
Ringrazio ciascuno di voi per l’impegno quotidiano, nel tempo bello ed in quello brutto, durante il giorno e durante la notte, nelle situazioni di normale tranquilla attività, che generalmente caratterizza la vita in Vaticano, come anche nei momenti di emergenza, che non mancano, e richiedono riflessi pronti ed interventi rapidi.
Voi sapete che, sempre ed ovunque, si richiede da voi la consapevolezza del vostro riferimento non solo all’ordine esteriore dello Stato vaticano, ma allo stesso Vicario di Cristo, il Papa, in funzione del quale vive ed opera questo Stato. La divisa che voi portate manifesta a tutti tale rapporto; ed è ben naturale che ogni persona che passa per il Vaticano, vedendo un gendarme, avverta questo vostro singolare rapporto, che deve reggere ogni vostra funzione.

Da parte vostra, mentre è vero che questo singolare rapporto vi distingue, è altrettanto vero che, in forza di esso, voi dovete qualificarvi, ancor più che per l’attenzione a ciò che avviene nel luogo in cui prestate servizio, per il riguardo alle singole persone che vi si trovano, mostrando verso ciascuno, senza differenze, urbanità, cortesia, disponibilità e prontezza nell’aiuto, se richiesto, o nell’intervento, se opportuno o necessario.

E’ anche attraverso tale vostro comportamento che si manifesta la peculiare natura e, per così dire, il volto della sede del Vicario di Cristo, di questo piccolissimo Stato, il più piccolo di tutta la terra, ma di singolare importanza, per gli incalcolabili tesori d’arte, di storia, di cultura, che esso racchiude, come un preziosissimo scrigno, ma ancor più perché vi risiede il Vicario di Cristo, al quale guardano con amore e venerazione i cattolici di tutto il mondo e molti altri cristiani, uomini e donne di ogni condizione.

La mia parola a voi oggi, distinti ufficiali, cari Gendarmi e Vigili del Fuoco, può pertanto riassumersi in due semplici parole: grazie per ciò che voi siete, grazie per ciò che voi fate. Avanti sempre, con la volontà di far sempre meglio, con fiducia e coraggio, nel nome del Signore, al servizio del Papa.

Al Santo Padre Benedetto XVI, che amiamo e veneriamo come Vicario di Cristo e Successore dell’Apostolo Pietro, ed ammiriamo per la sua guida sapiente ed insieme coraggiosa e sempre amabile, vada da parte di ciascuno di noi, anche in questa occasione, il nostro saluto filiale e la rinnovata assicurazione della nostra dedizione, devozione e fedeltà.

Chiedo ora a S. E. Mons. Filoni, Sostituto della Segreteria di Stato,
di leggere il messaggio che il Santo Padre, nella sua benevolenza, ha voluto inviarci.