16 marzo 2010

SALUTO DEL Card. Giovanni Lajolo
NELLA RICORRENZA DEL QUARANTENNALE
DELLE RELAZIONI DIPLOMATICHE TRA SANTA SEDE E CANADA
Sala delle Conferenze dei Musei Vaticani
16 marzo 2010, ore 9,30


Anche a nome del Prof. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, del Prof. P. Nicola Mapelli, P.I.M.E.,Curatore dei Reparti per le Raccolte Etnologiche, ho il piacere di salutare:

•    Sua Eccellenza Anne Leahy, Ambasciatore del Canada presso la Santa Sede,
•    la Dott.ssa Amalia Daniela Renosto, Delegato del Québec a Roma,
•    gli illustri relatori: la Prof.ssa Dominique Deslandres, il Prof. Luca Codignola, il Prof. Nicola Gasbarro,
•    Mgr Hermann Giguère, del Seminario di Québec.

A loro ed a tutti i partecipanti alla conferenza, insieme al mio saluto, il più cordiale benvenuto.

E' per me un onore essere presente all'apertura di questa conferenza e accogliere in questa Sala delle Conferenze dei Musei Vaticani Sua Eccellenza Anne Leahy, Ambasciatore del Canada presso la Santa Sede, e la dott.ssa Amalia Renosto, Delegato del Québec a Roma.
Quest'evento, così significativo, offre a tutti noi la possibilità di condividere una duplice gioia:

- la celebrazione dell'anniversario delle relazioni diplomatiche fra Santa Sede e Canada,
- diffondere e rendere attuale l'insegnamento di due straordinarie figure di cristiani, che a lungo hanno lavorato in Canada ed in Québec.

Non dubito che la Signora Ambasciatore condivida con me il desiderio di sottolineare i rapporti di amicizia che da molto tempo, legano la Santa Sede e il popolo da lei così esemplarmente rappresentato. L'accoglienza e il rispetto riservato dai canadesi alle parole del Santo Padre ne sono l'esempio, ed io stesso ho avuto spesso modo di sperimentare l'amicizia dei canadesi e de quebechesi e il loro attaccamento alla Santa Sede. Indimenticabile resta per me la visita che ho potuto svolgere a Toronto ed a Ottawa ai Patrons of the Arts in the Vatican Museums del Canada, nei giorni 10-12 giugno 2008, visita che ho potuto completare con un breve pellegrinaggio al grandioso Santuario dedicato a San Giuseppe presso Montreal. Le due figure che oggi ricordiamo e celebriamo con questa conferenza, ci fanno risalire ai primordi di questo lungo rapporto di amicizia e di collaborazione.

La dott.ssa Amalia Renosto, Delegato del Québec a Roma, sa bene quanto sia ancora sentita da tutti la presenza di Sr. Marie Guyart de l’Incarnation e di mons. François de Laval, primo vescovo del Québec, entrambi beatificati da Sua Santità Giovanni Paolo II nel 1980. Non si tratta solo del ricordo di figure perse nel passato di quattro secoli fa; è piuttosto la presenza di un sentimento di riconoscenza nei confronti di due persone che hanno segnato la storia e la fede dei canadesi e quebechesi.

In effetti, l’ammirevole capacità di Sr. Marie Guyart de l'Incarnation e del vescovo François de Laval di parlare con le popolazioni locali e confrontarsi con culture diverse da quella europea, è un insegnamento che continua ad essere valido anche nel presente. Queste due straordinarie figure di personalità cattoliche hanno attinto alla fonte della Sapienza e della Vita che è Gesù Cristo, i valori di cui sono vissuti, e li hanno alimentati e diffusi con la fede. La loro vita e le loro opere continuano a diffondere un messaggio alto a tutti gli uomini di buona volontà del terzo millennio: la possibilità di reciproca comprensione e concordia in un mondo che sempre più spesso tende allo scontro. Queste due "figure esemplari" non hanno ceduto alla tentazione dell'ostilità di fronte al diverso, piuttosto ne hanno apprezzato i valori, condividendoli con i propri, grazie alla mediazione della loro grande fede cristiana. Il messaggio di Cristo è stato per loro la chiave per poter accedere ai cuori dei nativi, aprendosi ad un cammino che avrebbe portato alla creazione di una nazione e di un popolo, quello canadese, il cui spirito di tolleranza e di ospitalità è ben conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Il mio augurio è che questo insegnamento, che ben mostra quali possono essere i frutti della fede in Cristo e dell'amore al prossimo, possa continuare ad essere trasmesso e fatto conoscere al mondo.
 Desidero dunque mostrare la mia viva soddisfazione per l’odierno incontro e sostenere con tutta la mia convinzione la lodevole iniziativa che i Musei Vaticani, ed in particolare il Curatore delle Raccolte Etnologiche, il Prof. P. Mapelli, sotto la sapiente guida del prof. Antonio Paolucci, che hanno voluto intraprendere con questa conferenza.

Sono lieto che con la vostra presenza abbiate voluto manifestare di apprezzarne il valore.
A tutti, dunque, grazie di cuore.