5 luglio 2010

OMELIA IN OCCASIONE DELLA ORDINAZIONE SACERDOTALE
NELLA CHIESA DEL GESU’ IN ROMA


26 giugno 2010 - ore 16

 

Beatissimo Padre,
anche a nome di S.E. Mons. Carlo Maria Viganò, Segretario Generale del Governatorato, di S.E. Mons. Giorgio Corbellini, Vice Segretario Generale,  dei Signori Direttori, Capi Ufficio e di tutti i nostri Collaboratori, porgo a Vostra Santità un grato e cordiale benvenuto.
Nella visita che Vostra Santità fece al Governatorato il 31 maggio 2007, potei annunciarLe il proposito di offrirLe, come centesima fontana dello Stato della Città del Vaticano, una fontana in onore di S. Giuseppe, di cui Vostra Santità porta il nome di Battesimo. Vostra Santità si compiacque di approvare tale proposito.
Oggi il Governatorato è finalmente in grado di vederlo realizzato. Il compimento dell’opera è stato possibile grazie alla donazione dei Sigg. Michael e Dorothy Hintze e di Bob Castrignano, di Londra, Patrons of the Arts in the Vatican Museums. La loro grande generosità, non solo ha procurato lavoro a diverse maestranze in un periodo in cui l’economia attraversa un preoccupante periodo di crisi, ma ha anche dimostrato che l’impegno, la passione per l’arte non si lascia scoraggiare da alcuna difficoltà.
In apprezzamento per l’utilizzo del granito dell’Adamello, tre Comuni e quattro aziende della Provincia di Trento hanno voluto aggiungere alla generosità di questi Patrons il loro contributo, per la parte impiantistica e l’illuminazione. Sin dall’inizio si era associato il piccolo Convento giapponese delle Suore di S. Giuseppe di Kyoto, le quali hanno offerto, con la loro preghiera, il prezioso "obolo della vedovella".
Il progetto architettonico è dell’Arch. Giuseppe Facchini, Vice Direttore dei nostri, dei Vostri, Santità, Servizi Tecnici, validamente assistito dall’Arch. Barbara Bellano, sotto la guida del Direttore, l’Ing. Pier Carlo Cuscianna.
La fontana si apre, si squaderna – per così dire – dinanzi a noi come un libro: il libro della Vita, della Storia, della Bibbia, e presenta le vicende umane di un uomo umile e marginale rispetto agli altri protagonisti della storia sacra, ma che realizzò pienamente se stesso nel suo essere "Figlio di Davide" (cfr Mt 1, 20), nell’obbedienza a Dio, vivendo per Gesù e sua Madre, Maria.
I pannelli in bronzo della fontana sono dello scultore Franco Murer, che ha vinto la gara tra cinque artisti prescelti.
Le figure, pulsanti di robusta umanità, rappresentano lo sposalizio con Maria, il sogno dell’Angelo, la nascita di Gesù a Betlemme, la fuga in Egitto, il ritrovamento di Gesù nel Tempio, il lavoro a Nazareth: episodi ricavati dai racconti degli Evangelisti Matteo e Luca
L’acqua che pare sgorgare da una pietra, ricorda la "roccia spirituale" da cui tutti possono abbeverarsi alla stessa bevanda spirituale, cioè Cristo, come dice Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi (cfr 1 Cor 10, 4). Nell’acqua che passa da un bacino più piccolo ad uno più ampio, si può ravvisare il simbolo dell’acqua viva della grazia, la quale cresce nel venir trasmessa. Del resto il nome Joseph significa "(Dominus)  addat", "(Il Signore) aggiunga", come ci ricorda il Libro della Genesi (30, 24). Nelle ampie braccia dell’architettura che avvolgono, per così dire, le vasche della fontana, è facile vedere raffigurata l’apertura cordialmente protettiva e generosamente ospitale di questo grande Santo.
Anche la palma posta sopra lo sbocco dell’acqua vuol essere un simbolo di Giuseppe - "uomo giusto", come lo qualifica l’Evangelista Matteo (Mt 1, 19) - secondo l’immagine del Salmo 92: "Il giusto fiorirà come palma" (92, 13).
Raccogliendo un’applicazione accomodatizia, cara alla spiritualità tradizionale, si è voluto applicare a San Giuseppe la lode che il Patriarca Giacobbe fece del suo potentissimo figlio:
"Germoglio di ceppo fecondo è Giuseppe;
germoglio di ceppo fecondo presso una fonte,
i cui rami si stendono sul muro
"  (Gen 49, 22).
Queste parole sono leggibili in latino sulla parete interna della fontana.
Aderendo agli insegnamenti di Vostra Santità sul rispetto della natura, l’acqua usata non viene dispersa, ma è riutilizzata con un sistema di circolazione a circuito chiuso.
La mia idea originaria prevedeva, a dir vero, una fontana di più modeste proporzioni. Sono però indotto a pensare che la Vergine Maria, a cui fin dall’inizio affidai la riuscita dell’opera, non sia stata del medesimo avviso, e, attraverso le sue vie, abbia portato a qualcosa di più rispondente alla grandezza della santità del suo Sposo, silenzioso e operoso, di più degno del Papa, il quale ne porta il nome di Battesimo, ed al contempo di più adeguato al maestoso contesto architettonico in cui è posto.
Tutta l’opera è dedicata a Vostra Santità con una lapide su cui si possono leggere in latino le seguenti parole:

 

 Questa fontana
in onore dello Sposo della Vergine Maria, Madre di Dio
custode della Sacra Famiglia, protettore della Chiesa Universale
e patrono dei lavoratori
- centesima fontana della Città del Vaticano –
è offerta in dono
soprattutto dalla generosità dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums,
a Benedetto XVI
Successore dell’Apostolo Pietro
al quale nel fonte battesimale
San Giuseppe
è stato dato come celeste patrono.

5 luglio 2010                                         VI del Pontificato

 

Gradisca, Santità, questa espressione della nostra devozione.
Joseph - "(Dominus) addat" - ottenga la grazia d’ininterrotta fecondità soprannaturale e ricche soddisfazioni al ministero di Vostra Santità, e porti a sempre nuovi traguardi apostolici il Suo Pontificato, al quale, per il sapiente magistero e la guida sicura, tutta la Chiesa guarda con ammirazione e gratitudine.


BENEDICTO  XVI
IN PETRI APOSTOLI MUNERE SUCCESSORI
CUI IN BAPTISMALI FONTE
SANCTUS  JOSEPH
TUTELARIS CAELITUS EST DATUS
HIC FONS
IN HONOREM EIUSDEM DEIPARAE VIRGINIS MARIAE SPONSI
SACRAE FAMILIAE CUSTODIS ECCLESIAEQUE UNIVERSAE TUTORIS
NECNON OPIFICUM PATRONI
Civitatis  VATICANAE CENTESIMUS
LIBERALITATE PRAESERTIM VATICANIS IN MUSEIS ARTIUM FAUTORUM
DONO DICATUR

Die V Iulii A.D. MMX                                           PONT. VI