6 aprile 2011


SALUTO AL CONCERTO 
“Le ultime sette parole del Nostro Salvatore sulla Croce”
di Franz Joseph Haydn

nella Chiesa di Maria Madre della Famiglia. 6 aprile 2011

 

Saluto cordialmente tutti i convenuti nella chiesa di Maria Madre della Famiglia per l’odierna esecuzione dell’opera "Le Ultime sette parole del Nostro Salvatore sulla Croce" di Joseph Haydn, che ci viene presentata dalla Melos Ensemblesotto la direzione del Maestro Filippo Manci.

Saluto con viva cordialità i Signori Cardinali,
gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi, le Signore ed i Signori Ambasciatori presenti. Dalla loro presenza ci sentiamo molto onorati.
Un saluto speciale desidero rivolgere ai partecipanti al corso "Formatori di vita consacrata" presso la Pontificia Università Salesiana.

Questo concerto è stato reso possibile dalla generosità del Sig. Claudio Chiais, che saluto in mezzo a noi insieme al Rag. Giuseppe Giachetta, che ha fatto da valido intermediatore. Alla generosità del Sig. Chiais è dovuta anche la realizzazione della splendida statua di S. Michele Arcangelo, opera dello scultore Lomuscio, che sarà collocata a lato del Palazzo del Governatorato, all’inizio della salita verso i Giardini Vaticani.

"Le Ultime sette parole del Nostro Salvatore sulla Croce" - questo il titolo originale – fu composta da Franz Joseph Haydn per la Grotta della Santa Cueva di Cadice, in Spagna, nell’Andalusia, come composizione per orchestra. Venne eseguita per la prima volta il Venerdì Santo del 1787. Ogni brano musicale era preceduto da una meditazione. Di quest’opera lo stesso Haydn scrisse anche una versione per quartetto, e successivamente un adattamento per coro e solisti, eseguito per la prima volta a Vienna nel 1796.

L’opera è formata da un’introduzione e da sette sonate, una per ciascuna delle sette parole di Gesù, e da un breve finale dal titolo "Il Terremoto". Con un sapiente dosaggio dei brani in diverse tonalità, in modo minore ed in modo maggiore, terminanti talvolta rispettivamente in modo maggiore o minore, e con grande maestria ritmica, Haydn riesce a tener desta l’attenzione dell’uditorio, nonostante l’unità dei tempi delle sonate tutte "adagio", salvo il finale del "Terremoto", che reca l’indicazione "presto e con tutta forza".

Le melodie interne ad ogni sonata hanno come base il testo delle parole di Gesù nella loro redazione latina Esse non intendono essere tanto una descrizione scenica, quanto piuttosto rappresentare le reazioni dell’anima credente ed orante, certo non secondo una resa dei sentimenti, quale proposta dalla sensibilità romantica – come possiamo trovare, per esempio, nell’Oratorio di Beethoven "Gesù nell’Orto degli Ulivi" – ma secondo la compostezza classica propria di Haydn, non disgiunta peraltro da una religiosa partecipazione, anzi da intenso fervore spirituale.

La breve introduzione meditativa ai singoli brani musicali è tratta da testi del mio piccolo libro dello scorso anno "Le sette parole", edito dalla G.E.I., Gruppo Editoriale Idea, ora in seconda edizione, prossimamente in libreria. Il loro intento è di aiutare ad entrare nel grande mistero di quelle sublimi parole che Gesù ha detto per tutti e per ciascuno di noi dalla croce.

Ascoltiamo dunque con la mente e con il cuore.
Per conservare il clima meditativo, prego di non applaudire prima della conclusione del concerto.