Inaugurati il presepe e l’albero

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«Simboli della tragedia e della speranza», il presepe e l’albero inaugurati in piazza San Pietro nel pomeriggio di giovedì 5 dicembre hanno richiamato alla memoria la tempesta che nell’ottobre scorso ha flagellato il nord-est dell’Italia, radendo al suolo centinaia di migliaia di piante e mettendo in ginocchio intere comunità. Proprio alcuni tronchi provenienti dalle zone colpite dal nubifragio sono stati collocati sullo sfondo del paesaggio della natività offerta da Scurelle, piccolo centro della Valsugana, in provincia di Trento, e posta accanto al maestoso abete rosso giunto dal territorio del comune di Rotzo e delle frazioni di Pedescala e San Pietro, in provincia di Vicenza.

Due simboli che rappresentano —ha spiegato all’inizio della cerimonia il cardinale Bertello, presidente delGovernatorato, la cui Direzione infrastrutture e servizi ha curato gli addobbi e l’illuminazione in collaborazione con la Osram — «l’espressione della fede di una popolazione che ha saputo tradurre i suoi sentimenti in arte e che adesso mette tutto ciò a disposizione dell’universalità della Chiesa». Da parte sua il vescovo segretario Vérgez Alzaga, prendendo la parola in conclusione, ha ribadito che il Natale deve essere per tutti «un’occasione per riscoprire la solidarietà verso il creato e le sue creature, a cominciare dall’umanità ferita e bisognosa di aiuto».

Alla cerimonia, allietata dalle musiche eseguite dalla banda del Corpo della Gendarmeria vaticana, diretta dal maestro Cimini, e dal coro Lagorai di Torcegno, e animata dalle coreografie del gruppo tamburi e sbandieratori della Dama Castellana di Conegliano Veneto — il comune del Gruppo presepio artistico Parè, in provincia di Treviso, che ha curato l’allestimento della natività nell’Aula Paolo VI — sono intervenuti, tra gli altri, l’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, e i vescovi di Padova, Claudio Cipolla, e di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo; padre García de la Serrana Villalobos; le autorità della regione Veneto, della provincia autonoma di Trento e dei comuni di provenienza del presepe e dell’albero.