Differenziare e reciclare

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Il nuovo regolamento per la gestione dei rifiuti del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Si incentiva la raccolta differenziata dei rifiuti, puntando al recupero e al riciclo di quanto più materiale possibile, ma anche lasciando aperta la porta all’introduzione di nuove tecnologie che nei prossimi anni potrebbero ampliare e migliorare le modalità di recupero. Sono questi i punti cardine del Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, entrato in vigore il 1° agosto 2019. Lo spiega Rafael Tornini, responsabile del Servizio giardini e ambiente, il quale sottolinea che l’obiettivo prioritario è quello di differenziare sempre di più, perché i rifiuti diventino risorsa, abbattendo l’impatto ambientale e riciclando tutto ciò che può essere recuperato e riutilizzato.

Il testo, che sostituisce il precedente varato intorno al 1996, è stato interamente preparato per adeguare la nuova normativa alla specifica realtà vaticana. Mentre, infatti, il vecchio regolamento era stato ripreso da quello vigente in Italia, l’attuale applica invece i principi generali della raccolta differenziata dei rifiuti alle peculiarità del territorio racchiuso tra le Mura leonine, tenendo conto delle sue particolari necessità.

In proposito, Tornini tiene a sottolineare un punto fondamentale che distingue la raccolta fatta nelle località dove c’è il sistema della differenziata e quella effettuata in Vaticano. Qui, infatti, non c’è il “porta a porta”, perché le esigenze interne non lo permettono, ma esiste solo la raccolta da cassonetto stradale. L’unico “porta a porta” in uso si limita alla raccolta del cartone dei grandi utenti. Quando si parla di differenziata, ovviamente, il riferimento è sia ai rifiuti urbani, sia a quelli speciali.

Il progetto di stilare un regolamento che rispecchiasse le esigenze vaticane è partito da lontano e ha visto nel 2016 un punto di svolta, quando è stata decisa la creazione dell’ecocentro nei Giardini vaticani. Da quello stadio embrionale si è passati, dal 1° gennaio 2019, alla fase di pieno regime. È stato un lavoro di squadra che ha coinvolto anche altri organismi del Governatorato.

Chiunque abita o lavora all’interno del Vaticano — sia persone, sia organismi e dicasteri — è tenuto a rispettare il regolamento. Sono previste sanzioni per il mancato adempimento delle norme. L’applicazione dei provvedimenti sanzionatori dipende dal Servizio giardini e ambiente e deve essere approvata dal segretario generale del Governatorato. Attualmente vengono gestiti 85 codici Cer (“Catalogo europeo dei rifiuti”, ossia sequenze numeriche che mirano a identificare un rifiuto in base al processo produttivo da cui è originato).

Il regolamento stabilisce anche le tariffe per i rifiuti dovute sia dai dicasteri, sia dai residenti. L’importo dipende dai metri quadrati dell’abitazione o dell’immobile, e dal numero delle persone residenti. Non c’è nessun guadagno sulle tariffe, che compensano soltanto il recupero delle spese sostenute per la raccolta e lo smaltimento. Naturalmente, i vari organismi pagano in proporzione ai rifiuti prodotti: un dicastero può arrivare a pagare anche cifre considerevoli. Le cartelle vengono inviate ai destinatari dalla Ragioneria dello Stato, che applica i calcoli eseguiti dal Servizio giardini e ambiente.

Spiega Tornini, alcune realtà vaticane che sorgono fuori dalle Mura leonine ma sono extraterritoriali — come l’immobile dell’ex Sant’Uffizio, la Pontificia università Urbaniana, l’albergo delle suore di Maria Bambina, la curia generalizia degli Agostiniani, il dormitorio dell’Elemosineria apostolica e la casa Dono di Maria — sono servite dal Servizio giardini e ambiente. Per cui anche a loro si applica il nuovo regolamento.

Non tutti i rifiuti vengono ritirati a cura del Servizio, perché alcuni organismi vaticani, con speciale modulistica e con i propri mezzi, portano direttamente all’ecocentro quanto hanno da smaltire. Ogni tre mesi, precisa Tornini, viene emessa la fattura per il materiale scaricato e la tariffa applicata varia in base al peso e al tipo di rifiuto.

Come era previsto nel regolamento, uno degli obiettivi è stato in parte raggiunto, perché si è riusciti a ottenere dei risultati significativi da quanto smaltito. Un esempio è l’olio alimentare, che una volta usato e raccolto viene riutilizzato per fare il biodiesel. Lo slogan chiave è: “quanto più differenzio, tanto più riesco ad avere un’economia corretta”. Alcuni materiali vengono smaltiti a titolo gratuito. Su tutto esiste una filiera tracciata. In particolare, il rispetto delle norme per lo smaltimento è duplice, perché il Servizio giardini e ambiente deve a sua svolta far transitare i rifiuti in Italia, per cui è tenuto a rispettare anche la legislazione vigente del Paese. Un’attività complessa e articolata, che oltre a Tornini conta sul lavoro di un addetto all’amministrazione, di cinque dipendenti operativi sul territorio e di una società esterna che impiega sette persone nel servizio di raccolta.

Fonte: L'Osservatore Romano 17/01/2020 (Nicola Gori)