Nella Bibbia la presenza degli angeli è costante e attraversa la storia della salvezza. Molti episodi fanno riferimento alla loro azione e al loro ruolo di strumenti e messaggeri di Dio. Basti ricordare, nell’Antico Testamento, la lotta di Giacobbe con l’angelo, dal quale riceve il nome di Israele (Gen 32, 25-29), e la scala, da lui sognata, che da terra toccando il Cielo, veniva discesa e salita da schiere di angeli (Gen 28, 12). Ma anche l’angelo che incontra la schiava Agar e le annuncia la nascita d’Ismaele (Gen 16, 7ss); oppure l’angelo che precede il popolo d’Israele nel suo peregrinare nel deserto (Es 14, 19). E ancora i due angeli che condussero Lot e la sua famiglia fuori da Sodoma (Gen 19, 1ss), o l’intervento dell’angelo che ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare il figlio Isacco (Gen 22, 11-13). O, ancora, Daniele, che fu salvato dalle fiamme della fornace da un angelo (Dn 3, 49), o l’angelo che porta il cibo al profeta Elia nel deserto (1Re 19,5-10).
San Zenone è ricordato come martire della fede cristiana, vittima delle persecuzioni contro i cristiani che avvennero nell’antica città di Nicomedia, una delle principali metropoli dell’Impero Romano d’Oriente, situata nell’attuale territorio della Turchia.
“Se i flutti dell'orgoglio, dell'ambizione, della calunnia e dell'invidia ti spingono di qua e di là, guarda la stella, invoca Maria! Se l'ira, l'avarizia, gli incettivi sessuali squassano la navicella della tua anima, volgi il pensiero a Maria!
La fonte biografica più certa di Sant’Agnese Segni è la Legenda, scritta nel 1366 dal domenicano Beato Raimondo da Capua, il quale visse per quattro anni a Montepulciano, come rettore del monastero fondato dalla Santa. Poté raccogliere le testimonianze di alcune consorelle e di molte persone che l’avevano conosciuta. Consultò anche i documenti dell’archivio del monastero.
San Domenico Manso, soprannominato de Silos, a causa della sua lunga permanenza nel monastero che da lui prese il nome, nacque intorno all’anno Mille nel piccolo borgo riojano di Cañas, in Spagna.
Giacinta Marto nacque, l’11 marzo 1910, ad Aljustrel in Portogallo, e fin da piccola mostrò un carattere affettuoso ed aperto. Aveva anche una sensibilità acuta, che la portava a contemplare la bellezza della natura e a interessarsi delle sofferenze dei poveri e dei malati. In particolare, nutriva un affetto speciale per la cugina Lucia dos Santos.
Non abbiamo molte notizie riguardo alla vita di San Sebastiano. Nella Passio Santi Sebastiani Martyris, testo a lungo attribuito a Sant'Ambrogio di Milano (340-397), si afferma che, verso il 250, era nato e cresciuto a Milano da padre di Narbona e da madre milanese. Educato alla fede cristiana, si trasferì a Roma nel 270 e si arruolò intorno al 283, diventando tribuno della prima coorte della guardia imperiale. Non sospettando la sua fede, gli imperatori Massimiano e Diocleziano gli affidarono incarichi di responsabilità.
Sant’Apollinare, considerato il primo Vescovo di Ravenna, visse intorno alla metà del II secolo. Antiche iscrizioni trovate nella zona di Classe testimoniano che, già in tempi molto antichi, esisteva una comunità cristiana ben organizzata a Ravenna.
Percorse l’Italia del suo tempo, predicando e richiamando alla conversione, alla pacificazione e al ritorno a Dio. Fu un apostolo della devozione al nome di Gesù, che coniò nel trigramma “IHS”, inserito all’interno di un sole con dodici raggi. È Bernardino da Siena, Frate Minore dell’Osservanza, che cercò di ricondurre, prima, i suoi concittadini all’amicizia con Dio e, poi, la gente che si affollava per ascoltare le sue prediche in tutta la Penisola.
Giovanni Nepomuceno nacque nel 1330 (o 1345, a seconda delle fonti) a Nepomuk, una località situata nell’attuale Repubblica Ceca. Fin da giovane, si distinse per la sua intelligenza, laureandosi in Diritto canonico all'Università di Padova nel 1387. Mai cercò la carriera ecclesiastica per ambizione personale, ma si dedicò alla sua vocazione con umiltà. Esercitò vari incarichi, tra cui quello di parroco, e canonico della Cattedrale di San Vito a Praga, ma senza trarre alcun beneficio economico.
Sant’Edmondo occupa un posto speciale nella memoria cristiana come figura di sovrano coraggioso e testimone incrollabile della propria fede. La sua vicenda si colloca nel IX secolo, quando, giovanissimo, assunse il governo dell’Anglia Orientale, una regione inglese travolta dalle tensioni e dalle violenze portate dalle incursioni nordiche.
Ciò che colpisce non è la straordinarietà delle sue opere, ma la sua capacità di trasformare l’ordinario in offerta. Santa Maria Bertilla Boscardin, al secolo Anna Francesca, era una donna semplice, a tratti impulsiva, ma dotata di profonda determinazione e grande capacità di autocontrollo. Spesso vittima di gelosie e fraintendimenti, non si lasciò mai scoraggiare: il suo “voglio farmi santa e portare a Gesù tante anime” divenne il suo programma di vita.
L’evangelizzazione della Corea cominciò all’inizio del XVII secolo, quando alcuni coreani vennero a contatto con il cristianesimo durante un viaggio a Pechino. Tornati in patria, fondarono una comunità cristiana viva e perseverante, nonostante l’assenza iniziale di sacerdoti.
“Nato povero, vissuto povero e sicuro di morir poverissimo”. Così scriveva nel suo Testamento San Pio X, al secolo Giuseppe Melchiorre Sarto. Un Papa di estrazione sociale umile, che giunse alla Cattedra di Pietro dopo aver percorso tutte le tappe della carriera ecclesiastica: cappellano, parroco, Vescovo, Cardinale, Patriarca.
È conosciuto per aver elaborato il Catechismo che da lui prende il nome, per aver concesso la Comunione ai bambini dai sette anni in su, ma anche per aver promosso riforme importanti nella Chiesa.
Monaco Benedettino, poi Abate e Arcivescovo di Canterbury, insigne teologo, tanto da essere proclamato Dottore della Chiesa. È Sant’Anselmo d’Aosta, la cui più celebre opera è il Proslogion (Colloquio), nota per l’argomento ontologico sull’esistenza di Dio. Nato ad Aosta nel 1033 circa, fu educato umanamente e religiosamente dalla madre, che poi l’affidò per la formazione ai Benedettini di un priorato di Aosta.
L’8 maggio 1521 nasceva, nel borgo olandese di Nimega – allora parte della Gheldria imperiale e dunque del Sacro Romano Impero – colui che sarebbe diventato una delle figure decisive della Riforma cattolica.
Pier Damiani è uno dei più noti scrittori dell’XI secolo e uno dei più grandi promotori della riforma pre-gregoriana a fianco di alcuni Pontefici contro i mali che affliggevano la Chiesa a quel tempo. In particolare, la simonia, la compravendita di cariche e dignità ecclesiastiche, e il nicolaismo, il rifiuto del celibato. Il Santo, con i suoi consigli, senza prendere posizioni radicali, si mise al servizio dei Papi e scrisse su queste tematiche il Liber gratissimus.
Una ragazza romana di tredici anni non esitò a sacrificare la vita per testimoniare la fede in Cristo. Sant’Ambrogio, Vescovo di Milano, dirà di lei che seppe dare a Cristo una duplice testimonianza: quella della sua castità e quella della sua fede (De Virginitate. II. 5-9). Papa Damaso scrisse un epitaffio in suo onore.
Tutto ciò che la mentalità del mondo desidera, lui lo possedeva: onori, ricchezze, nobiltà, gloria, potere. Eppure, Luigi Gonzaga decise di andare controcorrente e di scommettere tutta la sua vita su Cristo, abbandonando ogni sicurezza. Nato nella nobile famiglia dei Gonzaga, il 9 marzo 1568, figlio maggiore del marchese di Castiglione, Luigi aveva davanti a sé un futuro di agiatezza e di onori. Tuttavia, egli preferì la preghiera e la penitenza alle armi e alle armature.
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