Due giovani madri: una di 22 anni che allattava un bambino, l’altra incinta di otto mesi. Tutte e due catecumeni, imprigionate a Cartagine, sotto l’imperatore Settimio Severo, nell’anno 203. Si chiamavano Perpetua e Felicita. Diverse per estrazione sociale: giovane patrizia la prima, sua ancella la seconda, ma accomunate dalla fede in Cristo e dal martirio. Vennero arrestate insieme con Saturo, il loro catechista, e altri catecumeni: Saturnino, Revocato e Secondolo.
Villibrordo nacque intorno al 658 nella regione inglese della Northumbria. La sua formazione iniziò nel monastero di Ripon, dove ricevette una solida educazione religiosa. A vent’anni decise di approfondire gli studi teologici in Irlanda, sotto la guida di un abate di nome Egberto. Intorno ai trent’anni fu ordinato sacerdote e, con un gruppo di undici compagni, partì verso il continente per diffondere il cristianesimo nelle terre ancora pagane della Frisia e della Germania settentrionale.
La festa del Rosario venne istituita da San Pio V con il nome di “Santa Maria della Vittoria”, a perenne ricordo della battaglia di Lepanto, svoltasi appunto il 7 ottobre del 1571, nella quale la flotta della Lega Santa sconfisse quella dell’Impero ottomano. I cristiani attribuirono la vittoria alla protezione di Maria, che avevano invocato recitando il Rosario prima della battaglia.
Santa Regina di Alise, vergine e martire, visse intorno al 286 d.C. ad Alise, in Francia, vicino alla città di Autun. Anche se le notizie sulla sua vita sono poche e in gran parte non certe, il suo culto si è diffuso ampiamente non solo in Francia, ma anche in Germania.
Una vita intera dedita alla predicazione, all’annuncio di salvezza a tutti gli uomini, nella verità e nella povertà. Unendo contemplazione e azione al servizio della Chiesa e del Regno di Dio.
Marie-Rose Julie Billiart nacque, il 12 luglio 1751, a Cuvilly, a nord di Parigi, in Francia. Fu la settima di nove figli, molti dei quali morirono in tenera età. Fin da piccola, sentì la chiamata del Signore a seguirlo. Un evento la segnò per tutta la vita: suo padre, nel 1774, subì un tentativo di omicidio. A ciò si aggiunse, nel 1782, un errore medico, che le provocò la paralisi delle gambe.
Desde los siglos medievales, la Iglesia ha custodiado una profunda veneración por María, celebrando su concepción sin pecado ya desde el siglo XI. Esta fiesta, situada en el corazón del Adviento, ilumina la espera del Mesías recordando el vínculo único entre la Madre y el Hijo: María, modelada por el Espíritu como criatura nueva, es presentada por la tradición como Aquella anunciada en la promesa hecha a los progenitores, la mujer destinada a participar en la victoria sobre el mal y a dar a luz al Emmanuel.
Fin dai secoli medievali la Chiesa ha custodito una profonda venerazione per Maria, celebrandone la concezione senza peccato già dall’XI secolo. Questa festa, collocata nel cuore dell’Avvento, illumina l’attesa del Messia richiamando il legame unico tra la Madre e il Figlio: Maria, modellata dallo Spirito come creatura nuova, è presentata dalla tradizione come Colei preannunciata nella promessa fatta ai progenitori, la donna destinata a partecipare alla vittoria sul male e a dare alla luce l’Emmanuele.
Era una bambina felice, appartenente a una famiglia animista abbastanza agiata, che viveva a Olgossa, nella regione del Darfur in Sudan. Aveva nove anni, nel 1878, quando venne rapita dai mercanti di schiavi. La sua vita si trasformò immediatamente in un incubo. Tanto fu lo shock che non si ricordò più nemmeno il suo nome, e i suoi rapitori la chiamarono per scherno “Bakhita”, che significa la fortunata.
San Severino del Norico, nato intorno al 410, è una figura centrale del cristianesimo tardoantico. Riconosciuto santo sia dalla Chiesa cattolica sia da quella ortodossa, dedicò la sua vita all’evangelizzazione della provincia romana del Norico, nell’attuale Austria, dove fondò numerose comunità monastiche. Il territorio da lui frequentato più assiduamente fu la pianura danubiana, tra Carnuntum e l’area di Passavia, attuale Passau.
“Appena Pietro ebbe riconosciuto il Signore, si gettò in acqua e lo raggiunse, mentre gli altri arrivarono in barca. [Questo fatto…] è un segno della singolare autorità di Pietro come Pontefice […]. [Pietro] ricevette il governo di tutto il mondo, non di una sola nave come l’ebbero gli altri Apostoli.
San Giovanni di Dio, si chiamava Juan Ciudad, nacque, nel 1495, in Portogallo a Montemor-o-Novo. Visse i primi anni in quella città prima di trasferirsi a Oropesa, in Spagna, all'età di 8 anni. Partecipò a due guerre, una a Fuenterrabía nei Pirenei e una a Vienna contro i Turchi. Dopo questi eventi, tornò in Spagna e iniziò un lungo viaggio di ricerca spirituale che lo portò in varie città, tra cui Siviglia, Ceuta, Gibilterra e infine Granada, dove lavorò come venditore di libri. Dopo aver ascoltato una predica di Giovanni d'Avila, subì una profonda trasformazione spirituale che lo portò a dichiarare la sua “follia” per Dio, tanto da venire rinchiuso nell'Ospedale Reale di Granada. Uscito da lì, decise di dedicarsi completamente al servizio del Signore.
Elisabetta Catez nacque nel 1880 a Camp d’Avor, nei pressi di Bourges. Da bambina mostrò un carattere forte, a volte irruento e anche incline alla collera, ma la sua indole cambiò profondamente quando la madre le spiegò il significato della Prima Comunione: per ricevere Gesù, bisognava offrire un cuore dolce e disponibile.
Nel cuore dell’impero bizantino, un antico calendario liturgico voluto dall’imperatore Basilio II conserva i nomi di alcuni martiri cristiani: tra essi troviamo Pelagia, accanto a Domezio, Aquila – indicato come eparca – e Teodosio. La loro memoria, custodita nella tradizione orientale, giunse anche all’Occidente attraverso il Martirologio Romano.
Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa sono unite nella celebrazione della Natività di Maria. Questa festa nacque in Oriente e venne introdotta a Roma da Sergio I nel VII secolo. In quel giorno, una processione partiva dalla chiesa di Sant’Adriano al Foro per giungere alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Secondo il Calendario liturgico viene ricordata l’8 settembre. In Oriente la natività di Maria era già festeggiata nel IV secolo ed era legata alla costruzione della Basilica di Sant’Anna a Gerusalemme. Questo luogo di culto sorgeva dove si trovava la casa in cui nacque Maria da Anna e Gioacchino. Da Gerusalemme il ricordo della Natività di Maria passò a Costantinopoli e la Chiesa d’Oriente la festeggia collegandola alla Concezione. Non va dimenticato che solo di Gesù, Maria e Giovanni il Battista la Chiesa festeggia la nascita sulla terra oltre che quella in Cielo.
Consacrato nell’Ordine di Sant’Agostino, accettò per obbedienza la dignità episcopale. Fu uno zelante pastore, che mostrò grande amore per i poveri, tanto da donare tutto per i bisognosi, senza lasciare per sé neppure un piccolo letto. È San Tommaso da Villanova, al secolo Tomás García Martínez. Nacque verso la fine del 1486 a Fuenllana, Ciudad Real (Spagna) da genitori religiosi e caritatevoli dai quali ereditò uno sviscerato amore per i poveri.
Alla ricerca continua della verità fino alla scoperta di Cristo e della sua Croce. Ebrea di nascita, filosofa e scrittrice, fino alla conversione alla fede cattolica e alla scelta di consacrarsi a Dio tra le Carmelitane Scalze.
Santa Valdetrude (Waudru) di Mons, nacque a Cousolre, nel Nord della Francia, nel 612 circa, da una nobile famiglia franca. Suo padre, San Gualberto, era un funzionario della corte di Clotario II dei Merovingi, e sua madre, Santa Bertilla di Turingia, era figlia di un re.
L’apparizione della Vergine Maria a Guadalupe in Messico è colma di significati spirituali e culturali, e al centro vi è la figura di San Juan Diego Cuauhtlatoatzin: un uomo semplice, di origine indigena che, attraverso la sua fede sincera, divenne strumento di un dialogo tra culture diverse.
La vicenda di Apollonia è conosciuta grazie alla testimonianza indiretta tramandata da Eusebio di Cesarea, vissuto tra il III e il IV secolo. Nella sua opera egli fa riferimento a una lettera scritta dal Vescovo Dionigi di Alessandria e indirizzata a Fabio, Vescovo di Antiochia. Nel testo vengono descritti dettagli su quanto avvenuto ad Apollonia, di cui l’autore afferma di essere stato testimone diretto.
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