Obiettivo plastica zero

È lo Stato più piccolo del mondo, ma con un progetto ambizioso: essere il primo completamente libero dalla plastica; materiale di cui ha bandito sia l’acquisto, sia la distribuzione all’interno del proprio territorio. È lo Stato della Città del Vaticano che, molto presto, non avrà più al suo interno la plastica usa e getta che tanto inquina. Si tratta ormai solo di finire le scorte — bisognerà attendere la fine dell’anno — e l’obiettivo “plastic free” sarà raggiunto.

Questa scelta ecologica è nata dopo la pubblicazione, il 24 maggio 2015, dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco che ha spinto i responsabili del Governatorato a dare un’anima ancora più verde all’interno delle mura leonine. Ne abbiamo parlato con il responsabile del Servizio giardini e ambiente, Rafael Tornini.

In pratica, ha spiegato all’«Osservatore Romano», attualmente il riciclo dei rifiuti urbani si attesta al 55 per cento ma l’obiettivo è raggiungere il 75 per cento in tre anni.

Il principio ispiratore di questa scelta è molto semplice: la spazzatura, se ben differenziata e correttamente gestita, evita di danneggiare l’ambiente e rappresenta una vera e propria risorsa e non un costo.

Dati alla mano, da quando nel 2019 Tornini ha avviato il progetto di ritiro porta a porta di alcuni spedicifici rifiuti, i primi sei mesi hanno fornito risultati incoraggianti. Al 30 giugno scorso, la raccolta differenziata di carta e cartone ha raggiunto un totale di 140.000 chilogrammi, mentre in tutto il 2018 era stata di 160.000 chilogrammi: un incremento notevole nel riciclo. Quella dell’umido si è finora attestata sulle 200 tonnellate che, invece di essere un peso per lo smaltimento, sono diventate una risorsa.

Infatti, grazie alla collocazione di una serie di compostiere nell’eco centro che si trova vicino alla Torre di San Giovanni nei Giardini vaticani, tutto verrà trasformato in terriccio.

Alla produzione di quest’ultimo contribuiscono anche le potature e la sfogliazione degli alberi e dei cespugli dei giardini (circa 400 tonnellate di materiale).

Il risultato, tra l’altro, è anche quello di un notevole risparmio nell’acquisto del concime per il terreno del colle Vaticano.

L’ecocentro è stato realizzato nel 2016 come punto di confluenza dei rifiuti prodotti all’interno dello Stato della Città del Vaticano. Esistono infatti due grandi categorie di rifiuti: quelli urbani e quelli speciali, questi ultimi suddivisi in pericolosi e non pericolosi. Nel 2018 l’isola è stata rinnovata e dotata di nuove apparecchiature. Attualmente vengono

gestiti 85 codici Cer: si tratta — spiega «del Codice europeo dei rifiuti, l’identificativo che viene assegnato a ogni tipologia di rifiuto in base alla composizione e al processo di provenienza».

Nell’ecocentro confluiscono tutti i rifiuti speciali dello Stato. Nei primi sei mesi del 2019 la parte di rifiuti indifferenziati nella raccolta dei rifiuti speciali è stata solo del 2 percento (quindi con un risultato di differenziazione del 98 per cento!).

Il bilancio è attivo anche nel caso del riciclo delle batterie al piombo, dei metalli e soprattutto, dell’olio alimentare che viene raccolto nelle mense che si trovano in Vaticano, a cominciare da quelle dei dipendenti e dai punti di ristoro dei Musei Vaticani.

Attualmente, si smaltiscono più di tremila litri di olio esausto. Un risparmio si aggiunge anche grazie allo maltimento delle lampade al neon, un tempo eliminabili a pagamento, mentre ora, grazie all’acquisto di un apposito raccoglitore, questa voce di spesa è stata depennata.

Un lavoro non da poco per i cinque addetti del Servizio giardini e ambiente, che si avvalgono anche del supporto di un camion di una ditta esterna.

Per tornare al progetto “plastic free”, occorre registrare ulteriori iniziative.

Nei punti di ristoro dei Musei Vaticani sono stati infatti installati compattatori per il Pet, il classico materiale con cui sono fatte le bottigliette dei distributori automatici.

La speranza è che vengano sfruttati a dovere: sarà un banco di prova per capire quanta sensibilità ambientale vi sia nei milioni di visitatori provenienti ogni anno da tutto il mondo. Inoltre, in tutti i distributori automatici di cibi e bevande del Governatorato non vi sono più bicchierini né palettine in plastica se non quelle delle ultime scorte che vanno esaurendosi.

Si comincia con semplici gesti, ma per avanzare nel rispetto dell’ambiente e del creato nulla è insignificante.

Fonte: Nicola Gori - L'Osservatore Romano - del 20 Luglio 2019