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Vaccini per tutti e più sicurezza per sconfiggere il covid-19

Il direttore della Farmacia fa il punto sulle misure adottate in Vaticano per la pandemia.

È stata una catena di collaborazione e di professionalità tra le varie realtà del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano: individuare, comprare, conservare e distribuire i vaccini anti covid-19. Gli ingranaggi del meccanismo si sono messi in moto grazie all’ordine di acquisto della Farmacia vaticana, che nei giorni scorsi ha consentito di dare inizio alla campagna di vaccinazione dei dipendenti. E che da ieri, mercoledì 20 gennaio, ha dato la possibilità di somministrare la prima dose anche ad alcune persone bisognose ospiti di strutture della Santa Sede, come sottolinea con soddisfazione il direttore, fra Thomas Binish Mulackal. In questa intervista a «L’Osservatore Romano» il religioso dei Fatebenefratelli parla anche di altre misure di sicurezza adottate per regolare gli accessi alla Farmacia: tra queste, la possibilità di accedere al servizio “elimina code” anche dalla nuova sezione del sito internet www.farmaciavaticana.va. 

È in pieno svolgimento la campagna vaccinale anti covid-19. Quale ruolo vi ha svolto la Farmacia?

Come tutte le Direzioni coinvolte, la Farmacia ha svolto un ruolo importante, essendo in contatto con la ditta distributrice e occupandosi dall’ordine fino alla consegna all’interno dello Stato. Le quantità acquistate sono quelle indicate dalla Direzione di sanità ed igiene al fine di garantire la somministrazione a tutti gli assistiti dello Stato. Con l’ordine effettuato è stato possibile anche somministrare il siero anti covid-19 ad alcuni bisognosi ospiti di strutture della Santa Sede.

Quali compiti logistici sono stati affidati alla Farmacia per i vaccini?

In merito alla logistica, la Farmacia si è occupata inizialmente dell’ordine del freezer per la conservazione a -80° del vaccino. Successivamente ha seguito passo passo l’arrivo delle dosi, dalla partenza fino alla consegna all’interno dello Stato. Ha terminato il suo lavoro nel momento in cui alcuni magazzinieri, precedentemente formati al trattamento di questi prodotti tanto delicati, hanno posizionato i vaccini arrivati all’interno del freezer per la conservazione e li hanno lasciati così alla gestione della Direzione di sanità ed igiene.

Sempre in chiave anti-contagio, è stato attivato il nuovo servizio per verificare online le persone in attesa nei locali adibiti alla vendita dei farmaci. Può spiegarci come funziona?

In seguito alla realizzazione del primo sito ufficiale della Farmacia Vaticana, si è pensato di offrire un maggior numero di servizi ai nostri clienti. Tra questi anche la possibilità di verificare l’affluenza in tempo reale all’interno del punto vendita. Collegandosi al sito www.farmaciavaticana.va, nella pagina iniziale  è raffigurato lo stesso  tabellone del sistema “elimina code” presente in Farmacia, con il riepilogo delle persone in attesa per ogni tipologia di acquisto e l’indicazione dell’ultimo numero servito.

Nel sito internet della Farmacia vi sono anche altre voci nuove, come la «ricerca sospeso». Può illustrarla?

Un’altra novità utile introdotta nel sito internet è stata l’aggiunta del servizio di ricerca dei prodotti prenotati al banco. Sempre nella homepage, in alto a destra compare un banner con la scritta «Ricerca sospeso». Cliccandolo il cliente viene reindirizzato in una schermata dove, inserendo le credenziali di accesso presenti sullo scontrino rilasciato dal farmacista al momento della prenotazione, è possibile verificare la presenza in farmacia del prodotto anticipatamente ordinato. Spesso non si conoscono i tempi certi dell’arrivo, pertanto tale novità permette al cliente di recarsi in Farmacia per il ritiro solo quando il farmaco è effettivamente disponibile.

Quanto tempo occorre in media per ricevere un medicinale proveniente dall’estero ordinato sul sito internet?

Dall’arrivo della richiesta da parte del cliente, per la consegna di un prodotto estero in genere trascorrono dalle 48 alle 72 ore per quelli disponibili in magazzino. Queste tempistiche possono subire delle leggere variazioni nel caso si tratti di un prodotto non disponibile immediatamente e quindi da ordinare.

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Calendario Aperture 2021

A partire da Lunedì 7 Dicembre 2020 la Farmacia osserverà i seguenti orari:

Lun. - Ven. dalle ore 08:0 alle 18:00.

Sabato - 08:30 alle 13:00

MODALITÀ PER L'ACCESSO ALLA FARMACIA VATICANA: L'accesso è in via di Porta Angelica, ingresso Porta Sant'Anna.

Farmacia Vaticana Via della Posta 00120 Città del Vaticano e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riferimenti Ufficio Spedizioni Tel. +39 06 698 89806 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Fax: +39 06 698 85361

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Vaticano verde

Lo Stato della Città del Vaticano ha compiuto una scelta ambientale che è irreversibile e che lo proietta tra le prime entità del mondo a raggiungere livelli record in materia di risparmio e di sostenibilità. Applicando i principi enunciati nell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, ha promosso, tra l’altro, l’utilizzo di veicoli elettrici al posto di quelli a combustione e ha convertito i trasformatori in modo da renderli più produttivi e meno inquinanti. Ne parla l’ingegnere Roberto Mignucci, capo ufficio Laboratori e Impianti del Governatorato, in questa intervista a «L’Osservatore Romano».

In che modo la «Laudato si’» ispira le vostre scelte?

La vocazione del Governatorato al rispetto del creato è antica quanto lo Stato della Città del Vaticano. Già nel 1929, alla sua fondazione, esisteva un impianto di teleriscaldamentro ben ottimizzato che per l’epoca era qualcosa di straordinario. Pochi conoscono queste cose, perché non è mai stata fatta opera di divulgazione su questo tema, ma il rispetto per la Casa comune ha sempre contraddistinto l’agire delle autorità dello Stato. C’erano macchinari all’avanguardia, come la stazione radio di Guglielmo Marconi nei Giardini vaticani.  La sensibilità verso l’ambiente ebbe nuovo slancio con l’enciclica del 1987 Sollicitudo rei socialis, nella quale tra i segnali positivi del presente, Giovanni Paolo ii annoverava «la maggior consapevolezza dei limiti delle risorse disponibili, la necessità di rispettarne l’integrità e i ritmi della natura e di tenerne conto nella programmazione dello sviluppo». Anche con l’enciclica di Benedetto xvi Caritas in veritate del 2009, il tema dello sviluppo collegato anche ai doveri che nascono dal rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale è stato motivo di ispirazione per un maggior impegno ecologico. Quindi già prima dell’enciclica di Papa Francesco, il Governatorato si era attivato su questa tema.

Come vengono applicati ora i suoi principi nel settore di cui lei è responsabile?

Cerchiamo di rispettare al massimo l’ambiente utilizzando materiali compatibili, eliminando le sostanze tossiche, cercando di risparmiare energia il più possibile e, soprattutto, di non sprecarla. Ci sono poi iniziative collaterali come la dotazione di doppi vetri e di serramenti a basso consumo energetico, gli schermi solari che non permettono l’introduzione del carico termico all’interno dell’ambiente, risparmiando sull’energia frigorifera, la realizzazione della illuminazione al led che permette sensibili risparmi di energia elettrica, l’adozione di macchine frigorifere e termiche ad alta efficienza. L’attenzione è puntuale, rendendo concrete le indicazioni del Papa.

Cosa vi ha spinto a installare le colonnine per la ricarica delle auto elettriche e come funzionano?

Nell’ottica di ottimizzazione, il vettore automobile ha un peso rilevante nella moderna società, non tanto in Vaticano, data la sua ridotta estensione, quanto all’esterno. Lo smog, prodotto dal traffico cittadino, lo subiamo anche noi dello Stato della Città del Vaticano, e nonostante i nostri risultati si notino poco, intendiamo dare un segno che è di grande importanza per tutti.  Le colonnine elettriche nascono dalla nostra particolare esigenza di trasformare la flotta di automezzi, attualmente con motore termico, in automezzi elettrici; per questa ragione, progressivamente, l’intera flotta non utilizzerà più l’energia termica.  La Direzione delle infrastrutture e servizi con gli automezzi in dotazione ha una percorrenza media di circa 6.000 chilometri all’anno; pertanto per noi è conveniente usare l’energia elettrica.  Inizieremo a breve collaborazioni con produttori automobilistici in grado di fornire in prova mezzi elettrici. Un’autovettura con motore termico non ha ragione di essere per quei chilometraggi, ma finora si è adottato quello che il mercato ha fornito, non avendo alternative valide. Le auto elettriche hanno il vantaggio di non avere emissioni di prodotti incombusti, di avere impatto acustico molto limitato e sono adatte ai pochi chilometri che percorriamo nel piccolo Stato.  A oggi, l’autonomia di un’auto elettrica è ottimale per andare fino a Santa Maria di Galeria o a Castel Gandolfo.  Il progetto prevede di installare colonnine nei vari siti come quelli già citati, Santa Maria Maggiore, San Giovanni, San Paolo fuori le Mura, e in tutte le sedi che ne facciano richiesta. Per ora l’accesso è riservato solo alle auto istituzionali, il privato non può usufruirne. Stiamo collaudando la rete e stiamo mettendo a punto il servizio in modo da estenderlo a tutte le aree indicate, così che l’energia elettrica potrà essere prelevata dalle colonnine installate. Attualmente il software per l’erogazione dell’energia è in via di sviluppo.

Nell’ottica del rispetto del creato, come state cercando di limitare le emissioni dei cosiddetti gas serra?

Con l’adesione dello Stato della Città del Vaticano al trattato di Kigali, la Direzione delle infrastrutture e servizi ha aggiornato la lista dei gas tecnici utilizzati nello Stato. Lo scopo dell’aggiornamento dello studio è quello di ridurre i cosiddetti “gas serra”.  Alcuni di questi gas, fortemente lesivi dello strato di ozono, saranno posti fuori uso dal 2025; se ne prevede la sostituzione con altri meno dannosi che però creano ulteriori problemi. Occorre osservare che al momento l’industria non è completamente preparata a questa emergenza e propone dei prodotti che solo momentaneamente possono ridurre l’effetto serra, ma non costituiscono la soluzione ottimale. Al momento i gas alternativi ecologici sono infiammabili, è questo rappresenta un forte limite di utilizzo. Non tutte le soluzioni, quindi, sono praticabili. Ci sono alcuni gas che non si infiammano, ma sono asfissianti. Per esempio l’ammoniaca e l’anidride carbonica (Co2) si usavano ai primi del Novecento negli ambienti industriali di grossa taglia, poi sono stati abbandonati perché pericolosi a favore dei gas florurati. L’ammoniaca è fortemente irritante e tossica, il Co2 in ambienti confinati è asfissiante.  Nell’Aula Paolo vi i nuovi gruppi frigoriferi funzionano con l’R134A. In futuro si potrà operare il cambio di gas a favore di uno più ecologico e quindi operare un miglioramento.  

I trasformatori elettrici che producono un elevato calore sono fonte di inquinamento e di dispersione di energia. Come pensate di risolvere il problema?

Tutta la rete elettrica di distribuzione in media tensione dello Stato della Città del Vaticano è dotata di trasformatori a basse perdite e alto rendimento di trasformazione, a stato solido (in resina), così da operare una ottimizzazione energetica della rete elettrica a 20 kv. Al momento questa tecnologia rappresenta il massimo presente sul mercato. I trasformatori servono a convertire l’energia dai 20 kv ai 400 v che usiamo normalmente negli impianti domestici. In questa fase si verificano due perdite: una al rame e una al ferro. Naturalmente, i trasformatori riscaldano: questo è un fenomeno fisico che non possiamo né prevenire né limitare. Abbiamo ridotto le perdite di trasformazione — e quindi anche in parte il calore emesso — molto significative con i vecchi trasformatori, mentre con i nuovi impianti si riesce a risparmiare circa il 20 per cento di energia.  Gli attuali trasformatori che non hanno più olio, sono a secco, e quindi non causano più inquinamento chimico in caso di rottura. Hanno rese molto più elevate, con conseguente risparmio sulla trasformazione di energia. In ausilio la rete è dotata di gruppi elettrogeni e a regime saremmo in grado di autoprodurre energia, in caso di emergenza.   

I pannelli solari sull’Aula Paolo vi e il solarcooling sul tetto della mensa di servizio possono essere applicati anche ad altre strutture presenti in Vaticano?

I pannelli fotovoltaici sulla copertura dell’Aula Paolo vi sono stati istallati nel 2008.  Purtroppo, in Vaticano manca lo spazio, è difficile integrare pannelli solari sopra edifici storici di pregio. L’energia prodotta nell’Aula viene interamente riversata sulla rete interna vaticana. La sala Nervi con questi pannelli si autosostiene nel corso delle manifestazioni che si tengono al suo interno. Il consumo di tutta la settimana, che è ridotto, si incrementa durante le udienze con il Papa.

Fonte: L’Osservatore Romano n. 260 dell’11 novembre 2020  -  Pagina 8 - di Nicola Gori

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Un’iniezione per salvare i pini

Nei Giardini vaticani sperimentato con efficacia un rimedio biologico contro la cocciniglia “tartaruga”.

La cocciniglia “tartaruga”, che sta devastando gli alberi di pino del Vaticano, di Roma e di molte altre città del Sud Italia, ha le ore contate. È stato provato che alcuni principi attivi — in particolare quelli contenuti nell’olio di Neem, un potente antibatterico e antiparassitario — iniettati nella pianta  riescono a distruggere l’insetto. Si tratta di un metodo biologico, che può essere attuato nel pieno rispetto dell’ambiente.  I primi incoraggianti esperimenti per eliminare il parassita  si inseriscono in un progetto, avviato nel settembre 2017  dal  Servizio giardini (ora Giardini e ambiente) del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. In risposta alle sollecitazioni della Laudato si’ , si è intrapreso un percorso di graduale eliminazione dei prodotti di sintesi impiegati per la difesa e la fertilizzazione delle piante e dei prati, sostituiti con prodotti naturali biologici e tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale. Ne abbiamo parlato con il responsabile  Rafael Tornini, che in questa intervista a «L’Osservatore Romano» annuncia il conseguimento di ottimi risultati. 

Qual è l’obiettivo fondamentale dell’iniziativa avviata tre anni fa?

Sin dall’origine con il Progetto Giardini bio abbiamo mirato alla completa gestione in biologico entro il 2022. Lo scopo è stato oggi quasi completamente raggiunto in Vaticano. Infatti, il contenimento dei parassiti avviene in pratica integralmente con fitofarmaci naturali e le concimazioni sono eseguite esclusivamente con fertilizzanti certificati bio, di origine naturale. Le pratiche di diserbo con prodotti chimici, alcuni dei quali ad alto impatto sull’ambiente, sono state del tutto eliminate, praticando il controllo delle erbe infestanti esclusivamente con mezzi meccanici e prodotti naturali quali l’acido pelargonico.

Come è stato possibile  un anticipo di due anni sulla tabella di marcia?

Il percorso fatto in questi anni è stato caratterizzato da non poche difficoltà, in quanto si sono rese necessarie continue prove sperimentali sulle numerosissime essenze erbacee, arboree e arbustive presenti nei giardini.  Occorreva farlo per valutare l’efficacia dei prodotti naturali in commercio sugli innumerevoli  parassiti che colpiscono le piante, alcuni dei quali di recente introduzione da Paesi esteri in Italia e, quindi, anche nel territorio dello Stato della Città del Vaticano. Tra questi va annoverato l’insetto di cui di recente si sta molto parlando, la Toumeyella parvicornis  o cocciniglia “tartaruga”, che sta letteralmente infestando i pini di Roma, come di altre città del centro-sud Italia, con danni  incalcolabili per il paesaggio.

Quale particolarità di infestazione ha questo parassita?

Si tratta di un insetto che si insedia sui rami e presenta una capacità riproduttiva veramente impressionante. Nel periodo primaverile-estivo, in considerazione della sua particolare alimentazione, si nutre della linfa di giovani rami posti all’apice dei pini, emettendo un liquido zuccherino chiamato “melata fisiologica”. In alcuni casi, cade a pioggia dalla chioma, imbrattando ogni cosa che si trova al disotto di essa. La melata, inoltre, tende a distribuirsi sugli aghi, divenendo sito di sviluppo di un fungo di colore nerastro, la Fumaggine, che  provoca una riduzione della fotosintesi clorofilliana, determinando l’essiccazione degli aghi e il deperimento della pianta, fino a causarne la morte nel giro di due o tre anni.

Quanto è diffusa questa parassitosi?

Dalla primavera 2019 la Toumeyella parvicornis  è comparsa praticamente su tutti il pini dei Giardini vaticani e, grazie alla possibilità di effettuare trattamenti alla chioma con saponi di potassio, olio paraffinico e olio di Neem, prodotti di origine naturale non inquinanti e innocui per l’uomo e gli animali, riconosciuti anche dalla vigente normativa italiana sui fitofarmaci, si è riusciti a contenerne lo sviluppo ed evitare danni consistenti alle piante, senza però ottenere un abbattimento sostanziale della popolazione dell’insetto. In ragione di ciò, con lo scopo di trovare una soluzione alla problematica, a partire dal giugno scorso il Servizio Giardini e ambiente ha avviato una sperimentazione su circa 150 pini, impiegando tre principi attivi diversi iniettati nelle piante per endoterapia. Oltre a questo, per inibire l’effetto di stress subito dalla pianta per difendersi, procediamo alla fertilizzazione effettuata a livello radicale con l’aggiunta di micorrize tramite palo iniettore. Questo progetto viene svolto dal consulente agronomo Annibale Gozzi, con la collaborazione del collega Stefano Gregoretti della società Lamas e il supporto della squadra di interventi fitosanitari composta da personale interno e coordinata da Augusto Minosse.

Con quali risultati?

I risultati ottenuti sono ottimi. Si è sperimentata l’efficacia di tutti e tre i principi attivi e, in particolare, dell’Abamectina che ha mostrato una maggiore attività di contenimento del parassita. Osservando un campione di 126 adulti si è ottenuto un risultato del 95,24 per cento  di efficacia per morte di questo tipo di cocciniglia. Una particolare menzione merita l’Azadiractina, principio attivo dell’olio di Neem, noto insetticida e acaricida naturale, con il quale è stato conseguito un risultato dell’80 per cento circa di efficacia per morte. Ovviamente sarà prioritario continuare a valutare tale efficacia in quanto principio attivo biologico e in linea con il progetto in corso, in parallelo con l’Abamectina. Si tratta di una sostanza attiva della quale saranno testate la persistenza nelle piante di pino e, soprattutto, la sua sostenibilità in termini di tutela degli organismi utili e dei pronubi, cioè degli insetti che trasportano il polline da un fiore all’altro.

Fonte: L’Osservatore Romano, n.257 del 7 novembre 2020 - di Nicola Gori

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