Gentili visitatori,
preso atto del Decreto del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana dell’8 marzo 2020 art. 2 lettera d), si comunica che, in via precauzionale, a partire dalla data odierna i Musei Vaticani rimarranno chiusi al pubblico.
Scusandoci per il disagio, si invita, in caso di necessità, a contattare i Musei all’indirizzo mail
Ulteriori riferimenti utili sono reperibili sul sito ufficiale dei Musei Vaticani.
« Sharing hope – Horizons for Cultural Heritage » : tel est le thème de la conférence internationale promue par le Dicastère pour la culture et l’éducation et la Direction des Musées et des Biens culturels du Gouvernorat de l’État de la Cité du Vatican. La rencontre, qui s’inscrit dans le cadre du Jubilé des artistes et du monde de la culture, aura lieu dans la salle de conférences des Musées du Vatican, le samedi 15 février, à 10 heures.
“Sharing hope – Horizons for Cultural Heritage” (Compartir esperanza – Horizontes para el Patrimonio Cultural): este es el tema de la conferencia internacional promovida por el Dicasterio para la Cultura y la Educación y la Dirección de los Museos y los Bienes Culturales de la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano. El encuentro, que forma parte del Jubileo de los artistas y del mundo de la cultura, se celebrará en la sala de conferencias de los Museos Vaticanos el sábado 15 de febrero, a las 10:00 horas.
“Sharing hope – Horizons for Cultural Heritage”: è il tema della conferenza internazionale promossa dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e la Direzione dei Musei e dei Beni Culturali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. L’incontro, che si inserisce nell’ambito del Giubileo degli artisti e del mondo della cultura, si svolgerà nella sala conferenze dei Musei Vaticani, sabato 15 febbraio, alle ore 10.
Nella ricorrenza del II centenario della morte del Cardinale Ercole Consalvi, i Musei del Papa ospitano nelle giornate del 22 e 23 gennaio 2024 il convegno internazionale di studi “Il Cardinale Ercole Consalvi. Un diplomatico in tempi burrascosi 1757-1824”.
Organizzato dalla Segreteria di Stato, insieme con il Pontificio Comitato di Scienze Storiche e i Musei Vaticani, la due giorni di lavori intende rendere omaggio ad una singolare personalità ecclesiastica, considerata dalla storiografia una delle figure politiche più importanti della Chiesa cattolica degli ultimi secoli. Basti pensare che al Pantheon di Roma, alla destra della tomba di Raffaello Sanzio, vi è un busto in memoria del Cardinale scolpito dal celebre scultore Bertel Thorwaldsen dove, all’interno, è custodito il suo cuore.
Ercole Consalvi può essere considerato il prototipo del Segretario di Stato per antonomasia, capostipite della realpolitik della Santa Sede, capace di difendere le ragioni della dottrina e di adattarsi alle contingenze dei tempi. Fine politico e abile diplomatico – Segretario di Stato a due riprese (dal 15 marzo 1800 al 17 giugno 1806 e poi dal 19 maggio 1814 al 20 agosto 1823) – ha svolto un ruolo di grande rilievo accanto a due pontefici, Pio VI e Pio VII, in tempi difficili, travagliati e “burrascosi” per il Successore di Pietro.
La sua geniale abilità apparve in tutta la sua grandezza al Congresso di Vienna (1814-1815), quando riuscì ad ottenere per lo Stato Pontificio molto di quanto era stato requisito con forza dall'Imperatore Napoleone. La stessa straordinaria capacità diplomatica fu testimoniata dallo scultore Antonio Canova che con lui condivise una profonda e sincera amicizia e che oggi, idealmente e simbolicamente, lo accoglie lungo il percorso espositivo che i Musei Vaticani dedicano al “principe degli scultori” in occasione del bicentenario della sua morte (1757-1822).
I lavori saranno aperti dal saluto del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, da Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani e da Marek Inglot SJ, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
Fonte: Musei Vaticani
Una piccola ma singolare mostra quella che i Musei del Papa inaugurano il 31 gennaio negli spazi intimi e raccolti della Sala XVII della Pinacoteca Vaticana. Per soli 18 giorni, fino al 17 febbraio 2024, sarà possibile ammirare il prezioso manufatto della Tovaglia del Perdono, prima che venga donata a Papa Francesco e solennemente consegnata alla Basilica Vaticana il 22 febbraio, giorno della Festa della Cattedra di San Pietro. Il pregiato tovagliato in lino – “dipinto ad ago” e realizzato in ricamo matildico dal circolo culturale “Reggio Ricama” – è destinato a rivestire l’Altare della Cattedra, facendo memoria della “Gran contessa” Matilde di Canossa (1046-1115): “onore e gloria d’Italia”, prima donna ad essere sepolta in San Pietro accanto a venerati e sommi pontefici.
La tovaglia nel nome ricorda il perdono concesso a Canossa esattamente 947 anni fa, il 28 gennaio 1077, da papa Gregorio VII all’imperatore Enrico IV penitente davanti alle mura del castello appenninico della “Gran Contessa”. Sul candido lino liturgico sono trasposti i motivi tratti dalle miniature del poema di Donizone, il celebre codice (custodito oggi dalla Biblioteca Apostolica Vaticana) che narra le vicende di Matilde e dei suoi antenati.
L’evento espositivo, che mette in mostra anche uno dei paramenti liturgici che accompagnano il dono della tovaglia alla Basilica, costituisce altresì un’occasione per una rinnovata riflessione sulla figura della Signora di Canossa e sulla sua eredità sempre attuale. Non fu santa né beata, ma per la Chiesa cattolica resta un’eroina: ultima discendente di una potente dinastia feudale e abile mediatrice nella secolare lotta tra impero e papato. Significativo risulta essere inoltre, anche in questa speciale circostanza, il ruolo simbolico dei Musei Vaticani che, dopo aver ospitato nel 2008 la presentazione ufficiale della mostra allestita a Reggio Emilia “Il tesoro dei Canossa”, tornano ad essere partecipi e protagonisti di un’iniziativa insieme storica, cultuale e artistica.
Il progetto, curato da Fernando Giuseppe Miele, gode del patrocinio della Regione Emilia Romagna, e vede la collaborazione della Biblioteca Apostolica Vaticana, del Capitolo della Basilica Vaticana e della Fabbrica di San Pietro in Vaticano.
Totem, maxischermi a led di ultima generazione per i Musei Vaticani, ma anche per Piazza San Pietro. È la donazione, perfezionata, mercoledì pomeriggio, 18 dicembre, di Samsung Electronics Italia s.p.a., allo Stato della Città del Vaticano. La firma del rogito è avvenuta nel Palazzo del Governatorato.
“Celebrar a Francisco en el tiempo de Francisco. Ecos franciscanos en la Pinacoteca Vaticana en el 800º aniversario de la impresión de los estigmas”. Este es el tema de la conferencia que se celebrará el jueves 24 de octubre, a las 16:00 horas, en los Museos Vaticanos. El evento, que forma parte de la iniciativa El Jueves de los Museos, será transmitido también en directo por streaming.
El Cardenal Fernando Vérgez Alzaga, Presidente de la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano, junto con la Embajadora de España ante la Santa Sede, S.E. María Isabel Celaá Diéguez, inaugurará la exposición “LAS ÁNIMAS DE BERNINI” el martes 19 de noviembre en la Pinacoteca de los Museos Vaticanos.
Un patrimoine inestimable de créativité, de civilisation, d'art, d'histoire et de tradition au service de la foi. Avec une structure d'environ 780 personnes, qui devient un millier si l'on tient compte des collaborateurs et un parcours expositif visité environ par sept millions de personnes en 2023, qui prévoit le même nombre de visiteurs pour 2024. Ce ne sont là que quelques chiffres de la réalité complexe des Musées du Vatican pour lesquels, à la demande de Pie XI, au lendemain des Accords du Latran, fut mis en place une organisation institutionnelle organique et efficace, ouverte au monde avec la réalisation du portail d’entrée dans les Murs du Vatican. C'est ce que souligne Barbara Jatta – nommée Vice-Directrice des Musées du Vatican le 15 juin 2016 et Directrice de la Direction des Musées et des Biens culturels du Gouvernorat de l'État de la Cité du Vatican, le 1er janvier 2017 – dans cet entretien avec www.vaticanstate.va.
Un instrument de liaison efficace entre les Musées du Vatican et les Patrons of the Arts pour une collaboration plus étroite et plus fructueuse. Telle est la mission du Bureau pour les relations avec les Patrons of the Arts in the Vatican Museum (Urpavm), qui place tout son professionnalisme et sa compétence au service de l'art et de la foi. Monseigneur Terence Hogan, coordinateur du Bureau pour les relations avec les Patrons of the Arts in the Vatican Museums, nous en parle dans cette interview.
La restauration de la Loggia de Raphaël, le lancement du programme préliminaire d’étude de la Salle des Clairs-obscurs, mais aussi, en ce qui concerne le XVIIᵉ siècle, un projet de restauration de l’ensemble de l’Escalier royal (Scala Regia), entrée monumentale des Palais apostoliques conçue par Gian Lorenzo Bernini.
Une série d’initiatives annoncée par Paolo Violini, dans cet entretien accordé à www.vaticanstate.va, qui dirige depuis le 1ᵉʳ août le plus ancien atelier de restauration du territoire italien : celui de Restauration des peintures et matériaux en bois des Musées du Vatican.
La restauración de la Logia de Rafael, el inicio de un programa preliminar de estudio de la Sala de los Claroscuros y, en el ámbito del siglo XVII, un ambicioso proyecto para devolver a su magnificencia original la Escalera Regia, majestuoso acceso a los Palacios Apostólicos concebido por Gian Lorenzo Bernini.
Son algunas de las iniciativas que anuncia, en esta conversación con www.vaticanstate.va , Paolo Violini, quien desde el 1 de agosto dirige el laboratorio de restauración más antiguo del territorio italiano: el de Pinturas y Materiales Lignarios de los Museos Vaticanos.
Un patrimonio inestimable de creatividad, civilización, arte, historia y tradición al servicio de la fe. Con una estructura de alrededor 780 personas, que asciende a mil si consideramos a los colaboradores. Un recorrido expositivo visitado por unos siete millones de personas en el 2023, con la misma previsión para el 2024. Estas son sólo algunas de las cifras de la compleja realidad de los Museos Vaticanos que, por voluntad de Pío XI, tras el Tratado de Letrán, obtuvieron una estructura institucional sólida y eficaz, abierta al mundo a través del portal realizado en los Muros Vaticanos. Así lo destaca Barbara Jatta, quien desde el 15 de junio de 2016 fue Subdirectora de los Museos Vaticanos, y desde el 1 de enero de 2017 es Directora de la Dirección de Museos y Bienes Culturales de la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano, en esta entrevista concedida a www.vaticanstate.va.
Nella ricorrenza internazionale del Giorno della Memoria, celebrata il 27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime dell’Olocausto, i Musei Vaticani ricordano l’orrore della Shoah attraverso un’iniziativa espositiva che per il terzo anno consecutivo vede protagonista la Collezione d’Arte Contemporanea, e in particolare una sua opera, individuata per affinità tematica, singolare genesi creativa, forte valenza simbolica e profonda carica emozionale.
Per il 2019, a ricordare il dramma dello sterminio degli ebrei sarà Dachau, il prezioso e delicato disegno eseguito nel 1945 dal pittore e incisore Anton Zoran Mušič proprio durante la sua prigionia nel campo di concentramento tedesco. «Disegnavo tutto il tempo, non appena potevo. – Così descrive l’artista il suo primo approccio al disegno e la sua funzione salvifica – Avevo trovato dei pezzi di carta nell'ufficio degli architetti e mi sono chiuso dentro l'infermeria, la baracca dove si stipavano i malati, durante un'epidemia di tifo. Le SS avevano paura di entrare e quindi ho potuto disegnare liberamente per la prima volta».
L’opera, (sanguigna su cartoncino), è entrata recentemente a far parte delle collezioni vaticane grazie alla generosa donazione di Giovanna e Armando Santus, e sarà eccezionalmente esposta dal 26 gennaio al 2 marzo 2019 lungo il percorso museale dedicato all’arte contemporanea.
Nel tempo di Quaresima e di Pasqua i Musei Vaticani rinnovano il sodalizio con il Museo Diocesano Carlo Maria Martini nell’ambito del tradizionale appuntamento Un Capolavoro per Milano, l’iniziativa – giunta ormai alla sua 16ma edizione – che offre ogni anno ad un vasto pubblico nazionale e internazionale la possibilità di ammirare un’opera d’arte universale.
Dal 20 febbraio all’11 maggio 2024, il Compianto sul Cristo morto di Giovanni Bellini (1438/1440-1516) proveniente dalla Pinacoteca Vaticana sarà il capolavoro che il museo meneghino metterà in mostra quale spunto per una riflessione non solo storico-artistica ma anche spirituale, dando ai visitatori la possibilità di soffermarsi sul tema della Passione di Cristo.
La preziosa tavola, conservata oggi nei Musei del Papa, costituiva in origine la cimasa dell’imponente Pala di Pesaro – realizzata da Bellini fra il 1472 e il 1474 per l’altare maggiore della chiesa di San Francesco a Pesaro e ora ai Musei Civici –, uno dei massimi capolavori della pittura italiana, che segna la maturità del pittore e sigla il suo ruolo di caposcuola della pittura veneziana.
La scena raffigura il momento in cui il corpo di Cristo, poco prima della sepoltura, viene unto con olii e profumi. In uno spazio ristretto e compresso, reso con un taglio fortemente scorciato dal basso verso l’alto che tiene conto dell’altezza a cui la tavola doveva trovarsi, risalta la presenza statuaria dei quattro personaggi, Cristo, Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo e la Maddalena, che tiene fra le sue mani quella di Gesù.
La mostra, come già suggerito nel titolo, si completa con una sezione che presenta le opere di quattro artisti contemporanei in dialogo con il capolavoro belliniano e con i temi, eterni e sempre attuali, suggeriti dall’opera quali la morte, il dolore, la pietà e in particolare il valore della cura.
L’iniziativa espositiva vede la curatela congiunta di Nadia Righi, Direttore del Museo Diocesano Carlo Maria Martini, Fabrizio Biferali, Curatore del Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI dei Musei Vaticani e Giuseppe Frangi, Presidente dell’Associazione Giovanni Testori.
Fonte: Musei Vaticani
“Sono cresciuto in una piccola città, dove il contatto con l’arte si limitava alla visita del museo comunale, mentre qui si trova un patrimonio immenso, che spazia dall’antichità ai nostri giorni”. È solo una delle tante testimonianze di quanti hanno visitato i Musei Vaticani, nel giorno del Giubileo della Santa Sede, lunedì 9 giugno. La visita è stata occasione per trascorrere un momento piacevole e formativo, per scoprire l’arte, la cultura e la storia.
I Musei Vaticani e il Palace Museum di Pechino presenteranno domani martedì 28 maggio la mostra Beauty Unites Us – Chinese Art from the Vatican Museums. L’esposizione, curata da Padre Nicola Mapelli, responsabile del Dipartimento Anima Mundi dei Musei Vaticani e da Wang Yuegong, responsabile del Department of Palace Life and Imperial Ritual, è stata allestita all’interno degli spazi del Palace Museum nella Città Proibita, a Pechino, e rimarrà aperta al pubblico dal 28 maggio al 14 luglio 2019.
L’iniziativa, che vede per la prima volta i Musei del Papa organizzare in Cina una mostra assieme alla più importante istituzione culturale del Paese, rappresenta un gesto concreto dall’alto valore simbolico.
Durante la cerimonia di inaugurazione interverranno Lou Wei, Deputy Director of the Palace Museum e Mons. Paolo Nicolini, Delegato Amministrativo dei Musei Vaticani.
Misure sanitarie straordinarie per la sicurezza di visitatori e personale e nuovi orari di apertura.
A partire dal 1° giugno 2020, dopo quasi tre mesi di chiusura, sarà possibile tornare a visitare i Musei Vaticani in totale sicurezza.
L’attuale situazione di emergenza sanitaria ha imposto come principale presupposto, per poter riaprire, l’obiettivo di contemperare, al massimo grado possibile, le esigenze della sicurezza e della salute con le dinamiche proprie di una visita che non sia, tuttavia, snaturata nella sua essenza.
Pertanto, nello scrupoloso rispetto delle norme di igiene e di distanziamento, tutti coloro che avranno accesso ai Musei saranno sottoposti al controllo della temperatura corporea attraverso apparecchiature termometriche e l’ingresso dei visitatori sarà consentito solo se muniti di mascherina.
Durante l’orario di apertura al pubblico, sarà sempre attivo un presidio di personale medico‐sanitario delle Misericordie di Italia che, assieme alla Direzione di Sanità ed Igiene dello Stato della Città del Vaticano, garantiranno ogni necessaria esigenza.
Altre novità importanti riguardano le modalità di visita, impostate secondo una programmazione straordinaria che potrà in ogni momento essere rivista alla luce dell’evoluzione della situazione di emergenza. Al fine di contingentare al meglio gli ingressi, per accedere ai Musei Vaticani sarà obbligatoria la prenotazione che potrà essere effettuata direttamente dal sito ufficiale www.museivaticani.va . In questo periodo eccezionale non verrà applicato il costo dei diritti di prevendita di 4 Euro.
Anche gli orari di apertura subiranno delle variazioni: dal lunedì al giovedì le Collezioni Pontificie rimarranno aperte dalle ore 10.00 alle ore 20.00, con ultimo ingresso alle ore 18.00 (l’uscita dai settori museali inizia alle ore 19.30); il venerdì e il sabato dalle ore 10.00 alle ore 22.00, con ultimo ingresso alle ore 20.00 (uscita dei settori museali alle ore 21.30). In questi due giorni sarà possibile abbinare alla visita, avvolti dalle tenui luci del tramonto romano, un aperitivo servito nell’affascinante scenario del Cortile della Pigna (prenotazione obbligatoria, soggetta a limitata disponibilità di posti nel rispetto delle normative di sicurezza in tema di ristorazione).
La consueta apertura gratuita dell’ultima domenica del mese resta al momento sospesa.
Si aggiunge, al già ricco ventaglio di proposte di visita, un nuovo tour in open bus, ecologici e panoramici, alla scoperta dei Giardini Vaticani che prevede l’accesso esclusivo e diretto al cuore verde dello Stato della Citta del Vaticano, attraverso un ingresso dedicato e senza necessità di attraversare i Musei. La prenotazione è obbligatoria tramite il sito www.museivaticani.va dove sarà possibile trovare tutti i dettagli della proposta.
Insieme ai Musei Vaticani tornano a concedersi al pubblico anche le Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Sino al termine dell’emergenza, si potrà ammirare la residenza estiva del Santo Padre e i suoi meravigliosi giardini esclusivamente il sabato e la domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00, con ultimo ingresso alle ore 17.00 (il primo giorno di riapertura è previsto per sabato 6 giugno 2020). Tutti i visitatori saranno sottoposti al controllo della temperatura e agli ospiti sarà consentito l’ingresso solo se muniti di mascherina. Prenotazione obbligatoria dal sito ufficiale dei Musei Vaticani.
Il Treno delle Ville Pontificie, in partenza ogni sabato dalla Stazione Vaticana, è sospeso.
Città del Vaticano, 23 maggio 2020
Negli spazi berniniani del Braccio di Carlo Magno in Piazza San Pietro, apre al pubblico l’11 dicembre la mostra “I segni del sacro. Le impronte del reale. La grafica del Novecento nella Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani”. L’esposizione, curata da Francesca Boschetti con il coordinamento di Micol Forti – rispettivamente assistente e curatore del Reparto Arte Ottocento e Contemporanea dei Musei Vaticani – presenta per la prima volta una straordinaria selezione di circa 150 opere grafiche, prevalentemente inedite, scelte tra le oltre 4000 opere che compongono l’intera raccolta di stampe, incisioni, disegni e fotografie dei secoli XIX e XX delle collezioni vaticane. Un tesoro nascosto, che per evidenti ragioni conservative viene custodito nella penombra dei cassetti, o esposto a rotazione per brevi periodi, e che in questa circostanza potrà essere avvicinato e ammirato liberamente e gratuitamente dal pubblico fino al 29 febbraio del prossimo anno.
In mostra quindi i capolavori di arte grafica di Edvard Munch, Paul Klee, Otto Dix, Max Ernst, Oskar Kokoschka, Umberto Boccioni, Felice Casorati, Giorgio Morandi, Piero Dorazio, Marc Chagall, Joan Miró, Henri Matisse, talvolta affiancati da disegni, dipinti e sculture degli stessi artisti o di altri autori che con le stampe hanno relazioni iconografiche o cronologiche.
Formatasi a partire dal 1973, parallelamente alla creazione della sezione dedicata al Novecento, la raccolta di grafica del Novecento dei Musei Vaticani è giovane e anomala in quanto non frutto della volontà di un collezionista, ma piuttosto conseguenza naturale e spontanea dell’invito di papa Paolo VI al mondo dell’arte per riallacciare lo storico legame tra Chiesa e cultura contemporanea. Dalla morte di papa Montini in poi l’incremento segue criteri diversi e le acquisizioni sono mirate a colmare lacune nei nuclei storici esistenti, pur mantenendo una continuità con l’idea originaria di dare testimonianza della spiritualità contemporanea.
Un’iniziativa espositiva preziosa e unica che, come sottolinea il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta, permette di “gettare luce su un genere artistico forse meno conosciuto, meno scenografico e dirompente rispetto alla pittura e alla scultura. Un’arte intima, ma forse proprio per questo, che arriva in modo più diretto al cuore delle persone, alla loro anima”.
Il catalogo della mostra è edito da Edizioni Musei Vaticani.
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