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20 febbraio: Santa Giacinta Marto

Un cuore generoso offerto a Dio

Giacinta Marto nacque, l’11 marzo 1910, ad Aljustrel in Portogallo, e fin da piccola mostrò un carattere affettuoso ed aperto. Aveva anche una sensibilità acuta, che la portava a contemplare la bellezza della natura e a interessarsi delle sofferenze dei poveri e dei malati. In particolare, nutriva un affetto speciale per la cugina Lucia dos Santos.

Le apparizioni dell’Angelo e della Madonna a Fatima segnarono profondamente la sua vita. Nel corso del 1916, le apparve l’Angelo protettore del Portogallo che la preparò spiritualmente, con suo fratello Francesco e sua cugina Lucia, all’incontro successivo con la Vergine. Attraverso i suoi interventi, l’Angelo educò i tre pastorelli al valore dell’adorazione, della preghiera e dell’offerta di sé, con un’attenzione particolare alle profanazioni e all’indifferenza verso il Sacramento eucaristico.

Sebbene i tre bambini mostrassero già una profonda devozione verso l’Eucaristia — Lucia, in modo del tutto singolare, aveva ricevuto la Comunione in età precocissima, mentre Francesco e Giacinta desideravano ardentemente accogliere Gesù sacramentato — fu soprattutto l’ultima apparizione angelica a consolidare questa inclinazione interiore.

Nella prima apparizione del 13 maggio 1917, la Vergine assicurò ai tre pastorelli il Paradiso, fece riferimento alla realtà del Purgatorio — menzionando una conoscente di Lucia che vi si trovava — e chiese loro se fossero disposti ad accogliere la volontà di Dio, accettando le prove che Egli avrebbe permesso, come atto di espiazione per le offese arrecategli e come espiazione per la conversione dei peccatori. Alla richiesta della Madonna, i bambini risposero all’umanità positivamente.

Dopo questi incontri con la Vergine, il suo carattere inizialmente egocentrico si trasformò e divenne sempre più disponibile agli altri. Cominciò a offrire preghiere, sacrifici e opere di carità, soprattutto per la conversione dei peccatori e per il ministero del Papa. Come racconta Lucia: “pregare e soffrire per amore era il suo ideale, era ciò di cui parlava”.

Alla fine del 1918, Giacinta si ammalò di broncopolmonite e fu ricoverata all’Ospedale di Vila Nova di Ourém, dove rimase dal 1° luglio al 31 agosto 1919, riportando una ferita al fianco sinistro del torace. Nel gennaio 1920 fu portata a Lisbona per cure più adeguate presso l’Ospedale D. Estefania. Tra il 21 gennaio e il 2 febbraio fu ricoverata presso l’Orfanotrofio della Beata Vergine dei Miracoli, trascorrendo lunghe ore di adorazione eucaristica.

Il 2 febbraio 1920, venne di nuovo ricoverata per una pleurite purulenta e osteite a due costole e, nonostante la sua opposizione, fu sottoposta a intervento chirurgico il 10 febbraio. Le vennero asportate le due costole. Il 20 febbraio 1920, morì serenamente alle 22:30, come la Madonna le aveva preannunciato.

Il 24 febbraio, Giacinta fu sepolta inizialmente nel cimitero di Ourém, in una tomba messa a disposizione dai Baroni di Alvaiazere. Le sue spoglie furono traslate nel 1935 al cimitero di Fátima e, il 1° maggio 1951, nella Basilica della Beata Vergine del Rosario di Fátima.

Giacinta, insieme al fratello Francisco, fu beatificata da San Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000 a Fatima e, canonizzata, il 13 maggio 2017, sempre a Fatima da Papa Francesco.

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