Primo anniversario dell’elezione di Papa Leone XIV alla Cattedra di Pietro
Il Rosario per la pace nel mondo
“Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. Nostra Madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo insieme per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo e chiediamo questa grazia speciale a Maria, nostra Madre: Ave Maria”.
Così, Papa Leone XIV, nel giorno della sua elezione alla Cattedra di Pietro, giovedì, 8 maggio 2025, affacciandosi alla Loggia esterna della Benedizione della Basilica Vaticana per salutare il popolo e impartire la Benedizione Apostolica “Urbi et Orbi”.
A un anno dalla sua elezione, Papa Leone XIV ha voluto celebrare questo anniversario al Pontificio Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei. Come pellegrino di pace, davanti all’immagine della Madonna, recita la Supplica, la preghiera composta da San Bartolo Longo, il fondatore del Santuario.
Pace e Rosario: un binomio indissolubile per il Papa. La pace va invocata attraverso la preghiera a Maria e promossa e ricercata sia personalmente, sia comunitariamente. A questo proposito, sul sagrato della Basilica prima dell’inizio della Veglia di preghiera del Santo Rosario per invocare il dono della pace, sabato sera, 11 aprile scorso, Leone XIV ha rivolto un saluto ai fedeli presenti: “Adesso, uniti nella preghiera del Santo Rosario, chiedendo l’intercessione della nostra Madre Maria, vogliamo dire a tutto il mondo che è possibile costruire la pace, una pace nuova; che è possibile vivere insieme con tutti i popoli di tutte le religioni, di tutte le razze; che noi vogliamo essere discepoli di Gesù Cristo uniti come fratelli e sorelle, uniti tutti in un mondo di pace”.
Nella riflessione durante la Veglia, il Pontefice ha invitato tutti, nessuno escluso, a impegnarsi per la pace, secondo le proprie responsabilità: “Certo vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni. A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte! Vi è però, non meno grande, la responsabilità di tutti noi, uomini e donne di tanti Paesi diversi: un’immensa moltitudine che ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole”.
Da qui, il richiamo alla conversione per costruire “Un Regno di pace che si edifica giorno per giorno”, attraverso non le polemiche, ma l’amicizia e la cultura dell’incontro.
Anche nel corso del Regina Caeli, domenica, 3 maggio scorso, il Papa ha invitato a recitare il Rosario con due intenzioni: la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo: “È iniziato il mese di maggio: in tutta la Chiesa si rinnova la gioia di ritrovarsi nel nome di Maria nostra Madre, specialmente a pregare insieme il Rosario. Si rivive l’esperienza di quei giorni, tra l’Ascensione di Gesù e la Pentecoste, quando i discepoli si ritrovavano nel Cenacolo a invocare lo Spirito Santo: Maria Santissima era in mezzo a loro e il suo cuore custodiva il fuoco che animava la preghiera di tutti. Vi affido le mie intenzioni, in particolare per la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo”.
Davanti a una situazione internazionale piena di conflitti, il Papa, nella visita pastorale alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo (Roma), domenica 15 marzo scorso, sottolineò come si ricorra troppo facilmente alla guerra per risolvere i problemi: “Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall’assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre. Egli viene piuttosto, sempre, a donare luce, speranza e pace all’umanità, ed è la pace che devono cercare quelli che lo invocano”.
La pace è una cifra del pontificato, un elemento essenziale e ricorrente nel Magistero del Papa. Egli stesso, nelle prime parole rivolte ai fedeli dalla Loggia esterna della Benedizione della Basilica Vaticana, subito dopo l’elezione, furono all’insegna della pace, secondo il saluto di Cristo Risorto: “La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.