Presentati francobollo, folder e busta-ricordo dedicati alla Chiesa greco-cattolica in Ucraina
La Cattedrale di Kyiv simbolo della fede in mezzo alle prove
Il 12° anniversario della consacrazione della Cattedrale della Chiesa greco-cattolica di Kyiv, il 20° anniversario del ritorno della Sede del Padre e Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina da Leopoli a Kyiv e il 30° anniversario del ristabilimento della Metropolia di Kyiv. Sono i tre anniversari che il Servizio Poste e Filatelia della Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici ha voluto celebrare, dedicando un francobollo e annullo postale speciale die emissionis, un folder e una busta-ricordo.
A presentare le nuove emissioni sono stati Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Padre e Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, e l’Arcivescovo Emilio Nappa, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. La presentazione si è svolta, giovedì pomeriggio, 26 febbraio, nella Sala Conferenze dei Musei Vaticani, alla presenza del Vescovo Hryhoriy Komar, Amministratore Apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis” per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia, di Monsignor Irynej Bilyk, Vescovo emerito dell’Eparchia di Bucac della Chiesa greco-cattolica ucraina, di S.E. il signor Francesco Di Nitto. Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, di S.E. il signor Andrii Yurash, Ambasciatore di Ucraina presso la Santa Sede, di S.E. il signor Antonio Zanardi Landi di Veano, Ambasciatore del Sovrano Militare Ordine di Malta presso la Santa Sede, dell’ingegner Antonino Intersimone, Direttore della Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici, di don Felice Bruno, Capo Ufficio del Servizio Poste e Filatelia, di alcuni prelati e numerosi religiosi e religiose.
L’immagine riprodotta sulle emissioni è quella della Cattedrale della Risurrezione di Cristo di Kyiv, raffigurata nel momento del tramonto, per sottolineare la carenza di illuminazione a causa del conflitto in corso. Un dramma che attraversa la recente storia dell’Ucraina e che provoca sofferenza e morte tra la popolazione.
Di seguito il discorso dell’Arcivescovo Emilio Nappa:
Rivolgo il mio saluto
a tutte le Autorità presenti e, in particolare,
a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Padre e Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina
e un saluto a tutti voi qui presenti.
L’occasione, che ci vede qui riuniti, nasce dalla coincidenza di una serie di eventi le cui ricorrenze hanno, come filo conduttore, la rinascita della Chiesa greco-cattolica ucraina: i 30 anni della ricostituzione della Metropolìa di Kyiv e i 20 anni del ritorno, nella capitale, del Padre e Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina. Il ricordo di questi momenti è stato affidato all’emissione filatelica che a breve sveleremo: essa vuole celebrare, quale simbolo di forza e speranza e cuore spirituale di questa rinascita, la nuova Cattedrale di Kyiv che reca, nel proprio nome, il più luminoso e beneaugurante dei misteri della nostra Fede: quello della Risurrezione di Cristo.
La Chiesa greco-cattolica ucraina è la più grande tra le Chiese Orientali in piena comunione con la Sede Apostolica, appoggiata “sulla roccia di Pietro”, come ha recentemente affermato Sua Beatitudine, per sottolineare la piena e visibile comunione con il Vescovo di Roma. - Papa Leone XIV, nella stessa occasione, ha rivolto, ai Vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina riuniti in Sinodo, l’appello a “rimanere uniti nell’unica fede e nell’unica speranza“, nonostante le avversità del momento presente. Come la storia ci ricorda, infatti, la Chiesa greco-cattolica ucraina ha sempre svolto un ruolo decisivo nel rafforzamento della fede e nello sviluppo culturale ed educativo in territori nei quali la Chiesa Cattolica è stata, per decenni, perseguitata e costretta alla
clandestinità. Ciò è stato possibile a costo di grandi sofferenze e del sacrificio di quanti, fedeli al Vangelo, perirono da martiri. Non si può, a questo proposito, non ricordare le parole che Papa Leone ha rivolto ai pellegrini della Chiesa greco-cattolica ucraina in occasione del pellegrinaggio giubilare dello scorso 28 giugno, quando ha definito l’Ucraina una “bella terra, ricca di fede cristiana, fecondata dalla testimonianza evangelica di tanti santi e sante e irrigata con il sangue di molti martiri, che lungo i secoli, con il dono della propria vita, hanno sigillato la fedeltà all’Apostolo Pietro e ai suoi Successori”.
La realizzazione di un francobollo da parte delle Poste Vaticane vuole essere un segno di riconoscenza per questo legame che ci accomuna nella fede in Dio e oggi, più che mai, nella condivisione dei valori universali di pace e di fratellanza. -
L’immagine che, tra poco scopriremo, racchiude il significato che, secondo le parole di Sua Santità, assumono le tante testimonianze di fede e speranza da parte di uomini e donne del popolo ucraino, ovvero “un segno della forza di Dio che si manifesta in mezzo alle macerie della distruzione”.
Per concludere, voglio ricordare le parole di Papa Leone XIV a conclusione dell’Udienza ai Membri del recente Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina, soprattutto per il conforto dato dalla “certezza che la Santa Madre di Dio è con noi, ci assiste, ci guida verso il suo Figlio, che è la nostra pace”… “Rimaniamo uniti nell’unica fede e nell’unica speranza”.
Grazie. E adesso invito Sua Beatitudine a procedere con lo scoprimento del francobollo, cui seguirà, come da tradizione, l’apposizione delle firme e dell’annullo speciale dedicato a questa occasione.