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A colloquio con il responsabile del Servizio Giardini e Ambiente del Governatorato

La Nassa del Pescatore nel ricordo di San Pietro

Una squadra composta da giardinieri professionisti, che uniscono le loro competenze per realizzare un omaggio al Principe degli Apostoli, la celebre Nassa del Pescatore. Si tratta di una struttura metallica che riproduce uno strumento da pesca antico, fatto da un imbuto e una rete che intrappola i pesci, attirati da un’esca posta all’interno. Rappresenta le nasse che i pescatori del lago di Tiberiade lasciavano in acqua la sera per poi recuperarle al mattino.

Viene esposta dalla sera precedente la solennità dei Santi Pietro e Paolo, sulle due colonne bianche in marmo africano poste all’ingresso principale della Basilica di San Pietro. Ne parla, in questa intervista a www.vaticanstate.va, Stefano Giampaolo, responsabile del Servizio Giardini e Ambiente, parte della Direzione delle Infrastrutture e Servizi del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

 

Da quanto tempo partecipa alla realizzazione della Nassa del Pescatore?

 

Data la mia recente nomina a responsabile del Servizio Giardini e Ambiente, questa sarà per me la prima occasione di partecipare alla realizzazione di questa caratteristica decorazione.

 

In cosa consiste esattamente il suo ruolo nella preparazione?

 

Il mio ruolo è di coordinamento, ovvero far sì che ogni figura coinvolta riesca ad esprimere al meglio la propria professionalità; e devo dire che data l’alta preparazione e formazione del nostro personale, questo è uno degli aspetti più semplici del mio lavoro.

 

Quanto tempo richiede l'allestimento completo?

 

La preparazione, suddivisa nelle diverse fasi di selezione del materiale, raccolta, preparazione, montaggio sui supporti ed infine allestimento in loco, inizia dal giorno 24 mattina e si protrae fino al 28 sera, quando viene ultimato l’allestimento e controllato che tutto sia pronto per il giorno successivo.

 

Quali sono le principali difficoltà tecniche che incontrate?

 

Le difficoltà sono legate principalmente al dover lavorare con materiale vegetale vivo, che deve essere preparato, montato ed allestito in condizioni di caldo elevato; questo comporta il dover procedere entro tempi molto ristretti per ridurre al minimo lo stress a cui è sottoposto il materiale impiegato. Delicato è anche l’allestimento finale, quando la Nassa viene issata e fissata sopra l’entrata della Basilica di San Pietro, ed è qui che entra in gioco l’esperienza del personale con più anni di servizio.

 

Come vengono selezionati e preparati i materiali vegetali utilizzati?

 

L’esperienza e la professionalità del nostro personale si esprime sin da queste importantissime fasi: per un buon risultato finale è infatti necessario sapere esattamente quale materiale selezionare; rametti troppo filati o con ramificazioni scomposte andrebbero infatti a complicare il montaggio ed a compromettere l’estetica complessiva dell’opera. Al contrario, avendo bene a mente il disegno generale e tutte le successive fasi della lavorazione, chi seleziona il materiale vegetale da impiegare, forte dell’esperienza tramandata dai colleghi che li hanno preceduti, riesce ad individuare subito, nella pianta intera, le porzioni più idonee da prelevare.

 

Quante persone lavorano al progetto e come viene coordinata la squadra?

 

In eventi come questi è prassi che vengano coinvolte tutte le figure disponibili; sono infanti sospese le attività di manutenzione ordinaria all’interno dei giardini per concentrare le risorse nella preparazione della Nassa e delle altre decorazioni. Ovviamente, la sospensione non è totale, saranno i capisquadra ad indicare eventuali criticità cui far fronte nei giardini, nelle serre o altro, per poi definire insieme chi debba intervenire ed in che modo. Mi piace dunque asserire che, se anche non in parti uguali, tutte le 32 persone in organico, uffici compresi, contribuiscano alla realizzazione del progetto.

 

Quali specie di fiori vengono utilizzate più spesso?

 

Per la realizzazione della Nassa del Pescatore viene utilizzato l’alloro (Laurus nobilis) ed il mirto tarantino (Myrtus communis var. tarentina), due piante sempreverdi tipiche degli ambienti mediterranei.

 

Ci sono piante o colori che hanno un significato simbolico particolare?

 

Il mirto e l’alloro, piante citate anche nella Bibbia, sin dall’antichità venivano utilizzate nelle decorazioni e nelle opere d’arte per rappresentare la risurrezione, la salvezza, la vittoria; simbologia che perfettamente si sposa con la rappresentazione della Nassa del Pescatore.

 

Come fate a mantenere freschi i fiori durante l'evento?

 

Le essenze utilizzate, il mirto e l’alloro, sono piante che hanno una discreta tolleranza al caldo, tuttavia è necessario organizzare bene tutte le fasi del lavoro per ridurre al minimo lo stress a cui sono sottoposte, motivo per cui si cerca di mantenerle fino all’ultimo all’interno di locali condizionati, per poi procedere con l’istallazione solo alla sera del 28.

 

Se dovesse descrivere la Nassa del Pescatore con una sola parola, quale sceglierebbe e perché?

 

Credo che la parola più idonea sia “unione”; è questa infatti una di quelle preparazioni per cui, le diverse squadre e le diverse figure professionali coinvolte nella sua realizzazione, trovano l’occasione di lavorare fianco a fianco durante tutte le fasi della lavorazione, confrontandosi, aiutandosi ed alla fine realizzando un’opera che rappresenta anche il loro operato e la loro passione per questo lavoro.

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