La presero forse per pazza, quando si attaccò alle campane del monastero per richiamare le sue consorelle e tutte le creature all’amore di Dio. Gridava: “Venite, anime ad amare l’amore!”. Era il 3 maggio 1592, quando Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, correndo per i corridoi del monastero, invitava ad amare Cristo.
La scena ci è ben nota. Dio propone e attende una risposta. “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1, 26-38)
Maria diventa la Madre di Dio e del Salvatore prima di diventare, ai piedi della croce, la Madre della Chiesa. Questa ricorrenza è prima di tutto la festa dell’Incarnazione, poiché Dio inizia in Maria la sua vita umana che porterà questo piccolo embrione fino alla Croce e alla Risurrezione, fino alla gloria di Dio.
Secondo la tradizione, Caterina sarebbe stata una giovane donna di nobile origine ad Alessandria d’Egitto, nota per la sua bellezza e per l’elevata cultura.
Carlo Gnocchi nacque il 25 ottobre 1902 a San Colombano al Lambro, un piccolo centro del lodigiano. Terzo figlio di Enrico, un artigiano del marmo, e di Clementina, sarta, crebbe in una famiglia modesta segnata da una precoce sofferenza: il padre morì quando lui aveva appena cinque anni, e non molto tempo dopo anche i suoi due fratelli, Mario e Andrea, furono portati via dalla tubercolosi. La madre, rimasta sola, si trasferì con il piccolo Carlo a Milano, dove cercò di ricostruire un futuro per entrambi.
“Il nuovo Beato ha vissuto così: nella gioia del Vangelo, senza compromessi, amando fino alla fine. Egli ha incarnato la povertà del discepolo, che non è solo distaccarsi dai beni materiali, ma soprattutto vincere la tentazione di mettere il proprio io al centro e cercare la propria gloria”. Così Papa Francesco, domenica 4 settembre 2022, in Piazza San Pietro, durante la beatificazione di Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani.
“Solo Dio”: era il motto di Rafael Arnáiz Barón. E ancora: “Dall’amore di Dio viene tutto”. Era un giovane che pose al primo posto il Signore e ne fece la ragione della sua breve vita.
Di Stefano, noto come il primo martire della Chiesa, conosciamo soprattutto gli istanti finali della sua vita, narrati negli Atti degli Apostoli. Le informazioni sulle sue origini sono incerte: alcuni ritengono che fosse di cultura greca, altri lo considerano ebreo con forti contatti con l’ambiente ellenistico.
Alessandro, destinato a diventare guida della Chiesa di Alessandria, nacque nel 250 e, nel 313, assunse la responsabilità del patriarcato in un momento storico decisivo. Il cristianesimo usciva proprio allora dalla clandestinità grazie ai provvedimenti imperiali che ne garantivano la libertà. Il nuovo clima di pace, tuttavia, non sminuì le tensioni interne. Tra i problemi più delicati, il reinserimento dei fedeli che, durante le persecuzioni, avevano rinnegato la propria fede. Alessandro affrontò la questione con equilibrio, evitando posizioni estreme e cercando una via di riconciliazione tra rigidità e misericordia.
Il giorno successivo alla conversione di San Paolo, le Chiese d’Occidente ricordano con particolare attenzione due suoi stretti collaboratori: Timoteo e Tito, figure chiave della missione apostolica e primi Vescovi della Chiesa.
È considerato “il Santo dell’ordinario”, perché insegnava che anche le azioni semplici della vita quotidiana possono portare alla santità. È Josemaría Escrivá de Balaguer, Fondatore dell’Opus Dei. Nato, il 9 gennaio 1902, a Barbastro, in Spagna, ricevette una profonda educazione cristiana.
Nei Vangeli, Maria è presentata come una giovane di Nazaret, promessa sposa di Giuseppe, la cui genealogia viene dettagliatamente tracciata per dimostrare la discendenza davidica di Gesù. Tuttavia, non troviamo alcun riferimento diretto alla famiglia di Maria, probabilmente anch’essa residente a Nazaret.
Lo chiamavano “Pippo buono” per il suo carattere allegro e pacifico. Riuscì a coinvolgere, nella sua avventura spirituale, l’intera città di Roma, invitando alla carità verso i più deboli e gli ultimi della società. È Filippo Neri, nato a Firenze, il 21 luglio 1515, da Francesco e Lucrezia da Mosciano. Suo padre esercitava la professione di notaio, quando perse sua moglie, nel 1520. Sposò Alessandra di Michele Lensi, che si occupò del piccolo Filippo. Frequentò la scuola pubblica, e si formò dai Domenicani del convento di San Marco.
Non ci sono molte notizie su Castulo o Castolo. Nel Martirologio Geronimiano Castulo è commemorato il 26 marzo e insieme con un altro martire il 12 gennaio.
Paolo Girolamo Casanova, meglio noto come San Leonardo da Porto Maurizio, nacque a Porto Maurizio, l’odierna Imperia, il 20 dicembre 1676. Giovanissimo si trasferì a Roma per completare gli studi al Collegio Romano e, affascinato dalla vita austera di due frati nel Ritiro di San Bonaventura sul Palatino, decise di entrare nell’Ordine dei Frati Minori a ventuno anni, indossando il saio francescano nel convento di Santa Maria in Ponticelli.
È ricordato come “il grande paciere”, simbolo di un’epoca segnata da lacerazioni civili, ma anche da uomini di Chiesa capaci di porsi come ponti tra le parti. È Folco, probabilmente appartenente a un ramo modesto della nobile famiglia Scotti, che all’epoca si stava affermando come forza dominante nella scena di Piacenza.
Era già considerata Santa, tanto che Dante Alighieri la citò nella Divina Commedia poco dopo la morte. È Zita, che il poeta non solo la considera già Santa al suo tempo, ma la identifica con Lucca. Infatti, fa riferimento a “un de li anzïan di Santa Zita!”, nel Canto XXI dell’Inferno. Gli “anziani” erano dieci magistrati che governavano Lucca, e Dante ne colloca uno tra i dannati alla pena dei barattieri.
Giovanni, il cui nome significa “Dio fa grazia” e definito da Paolo come “una colonna della Chiesa” (Gal 2,9), era originario della Galilea, probabilmente vicino al lago di Tiberiade.
La breve esistenza di Gabriele dell’Addolorata, segnata da una gioia contagiosa e da un amore intenso per la Vergine Maria, lasciò un’impronta profonda: è rimasto nella storia della Chiesa come il Santo del sorriso, capace di trasformare la fragilità e il dolore in una contagiosa speranza.
Con una audace novità per il XVI secolo, Sant'Angela Merici individuò una via inedita di consacrazione per le donne: non più nel chiostro, ma nel mondo. Per loro, fondò la Compagnia di Sant’Orsola. Con una grande attenzione ai segni dei tempi si concentrò sul modello della Chiesa primitiva, il genere di vita degli Apostoli e delle prime comunità cristiane, aprendo così la via alla devozione moderna.
Viene definito come “custode dell’esattezza”, cioè custode della vera fede, e “sigillo dei Padri”. È Cirillo, nato probabilmente ad Alessandria, intorno al 370. Trascorse alcuni anni in monastero, poi, lo ritroviamo, nel 403, al seguito di suo zio Teofilo, Vescovo di Alessandria, a Costantinopoli, per partecipare al Sinodo detto della Quercia, nel quale venne condannato e deposto il Patriarca Giovanni Crisostomo.
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