A colloquio con l’ingegner Antonino Intersimone, Direttore della Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici del Governatorato
L’aggiornamento, l’innovazione, il potenziamento di infrastrutture e delle reti è una priorità assoluta per la Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici del Governatorato, che viene perseguita con grande impiego di risorse umane ed economiche.
L’obiettivo è rendere sempre più sicuro, affidabile ed efficiente il sistema di telecomunicazioni e di reti internet all’interno dello Stato della Città del Vaticano, per offrire un servizio indispensabile al Papa, alla Santa Sede e alla Chiesa.
Ne parla in questa intervista a www.vaticanstate.va l’ingegner Antonino Intersimone, Direttore della Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici del Governatorato.
Qual è la visione complessiva della Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici per il 2026?
Partiamo dalla sovranità del dato. Questo tema è diventato di moda negli ultimi tempi, come declinazione tecnologica di un momento storico molto complicato. Questo aspetto è per la Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici, da sempre, uno dei pilastri principali della strategia attuata: i dati risiedono e vengono trattati all’interno dei datacenter presenti nello Stato. Il livello superiore, quello della sovranità digitale, cioè la piena capacità di gestire dati e tecnologie in modo totalmente autonomo, senza dipendenze da attori esterni, è un obiettivo naturalmente irraggiungibile per noi, ma resta un riferimento e una guida per le singole scelte che vengono realizzate.
Per la componente sicurezza, si continuerà a puntare ancora una volta ad una infrastruttura digitale Zero Trust, cioè dove si parte dal presupposto che nessun dispositivo e nessuna persona sono considerati attendibili a prescindere. In tale ottica, si continuerà ad implementare il framework di sicurezza in modo che tutto ciò che accede ad una risorsa informatica viene, a vari livelli, autenticato, autorizzato e crittografato.
Dal punto di vista delle novità architetturali, si ingegnerizzeranno aree dei datacenter in modo da renderli qualificabili con “AI ready”, in grado di ospitare soluzioni di AI di mercato.
Procede in avanti, con riscontri di grande soddisfazione, il rilascio dei corsi individuati dalla Direzione che rispondono a esigenze formative sui vari livelli, trovando pronta applicabilità nell’attività lavorativa. L’offerta formativa viene aggiornata ogni anno, al passo con temi di grande attualità, come nel caso dei corsi sull’Intelligenza Artificiale.
La visione complessiva della Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici ha il suo focus nella piena consapevolezza di essere elemento cardine del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, inserendosi nel più ampio quadro delle Telecomunicazioni nazionali ed internazionali, mettendo ogni propria risorsa disponibile al servizio del Sommo Pontefice, della Santa Sede e della Chiesa.
Quali interventi sono previsti su reti dati, fonia e connettività (LAN, WAN, Wi-Fi, 5G, fibra)?
Il 2026 rappresenta un anno chiave per il potenziamento dell’infrastruttura interna di rete dati. Nel corso dell’anno, è prevista la realizzazione del nuovo backbone dati, con la messa in esercizio di apparati di nuova generazione “best of breed”, in grado di supportare, in modo adeguato, le esigenze di servizio previste per i prossimi anni.
Proseguiranno, inoltre, le attività di rinnovamento delle reti locali esistenti, attraverso la sostituzione degli apparati attivi e la realizzazione di nuove infrastrutture passive. In tale ambito, sono programmati degli interventi significativi presso il Palazzo del Governatorato.
Per quanto riguarda la connettività radiomobile, sono pianificate diverse attività di estensione della copertura Wi-Fi a nuove aree ed anche il rinnovamento di alcune zone già servite mediante l’adozione dello standard Wi-Fi 7. Sul fronte della telefonia mobile, nel corso del 2025, è stata completata la copertura 5G di TIM nel territorio vaticano, mentre sono attualmente in corso le attività per il completamento della copertura 5G da parte di Vodafone. Presso le Ville Pontificie di Castel Gandolfo, sono in corso delle attività di progettazione che, qualora abbiano esito positivo, porteranno, nel corso del 2026, alla realizzazione di una nuova copertura di rete mobile.
Sono pianificati potenziamenti di capacità, affidabilità o ridondanza delle infrastrutture?
Nel corso del 2026, continuano le azioni di potenziamento, soprattutto in ambito datacenter; è già prevista l’attivazione di ulteriori cluster di server sui tre siti fisici che costituiscono l’infrastruttura portante nell’erogazione dei servizi applicativi. Questa attività aumenterà la gestione dinamica dei carichi di elaborazione, con il conseguente miglioramento della resilienza degli applicativi.
Sono previste delle razionalizzazioni o dismissioni di tecnologie obsolete?
Ogni anno, la Direzione è fortemente impegnata in un processo continuo di ricambio tecnologico degli strumenti informatici in dotazione ai dipendenti del Governatorato. Tale attività viene svolta in stretta collaborazione con gli Organismi presso i quali i dipendenti operano, valutando, di volta in volta, le reali esigenze operative, al fine di evitare sprechi o acquisti “non giustificati”.
Nel 2026, è previsto un intervento significativo sulle componenti di storage e switching, mediante l’introduzione di nuove soluzioni che sostituiranno le tecnologie attualmente in uso, consentendo l’abbattimento dello scarto tecnologico e una riduzione dei costi di manutenzione.
Quali evoluzioni sono previste per i sistemi informatici core nel 2026?
In linea generale, è possibile rispondere ad una specifica esigenza informatica attraverso tre modalità principali:
l’acquisizione di soluzioni software disponibili sul mercato;
la configurazione o personalizzazione di soluzioni o ambienti software;
lo sviluppo di software proprietario.
La Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici ha da sempre adottato un percorso evolutivo che, facendo leva su tutte e tre le tipologie applicative, consente di adattare le esigenze in continua evoluzione agli obiettivi strategici. In tale contesto, sebbene maggiormente impegnativo, lo sviluppo di software proprietario rappresenta la scelta prioritaria, soprattutto in un’ottica di tutela della sovranità del dato, di controllo sugli strumenti che lo gestiscono e di garanzia dei necessari livelli di riservatezza. Nel corso del 2026, in particolare, è previsto il superamento di alcuni applicativi di mercato, che erano stati oggetto di personalizzazioni, per rispondere a esigenze verticali, favorendo soluzioni più coerenti con l’architettura core e con la strategia evolutiva complessiva dei sistemi informatici.
Sono pianificati nuovi applicativi o la reingegnerizzazione di quelli esistenti?
Nel 2025, per il solo ambito di sviluppo software proprietario, sono stati effettuati un totale di 979 rilasci applicativi, tra nuove versioni di quanto esistente e applicativi completamente nuovi. Nel 2026, il piano di azione prevede di superare la soglia dei 1.000 rilasci e gli ambiti più impattati saranno sicuramente quelli gestionali riferiti ai Musei Vaticani, alla Commercializzazione Filatelica e Numismatica, ai processi doganali e di spedizione internazionale, alle risorse umane e alla sanità.
Per gli utilizzatori di tablet e smartphone, come recente novità, desidero segnalare che ad inizio gennaio 2026 è stata rilasciata l’APP VaticanState, con la quale è possibile tenersi informati sulle attività dello Stato con notizie sempre aggiornate, news e servizi. L’App è disponibile per sistemi Android e IOS e scaricabile sui consueti store (Google Play e App Store).
Quali progetti di trasformazione digitale sono prioritari per il 2026?
Finora, molto è stato realizzato per la diminuzione dei flussi documentali analogici, con l’introduzione parallela di sistemi di sicurezza e validazione dei dati. In questa ottica, le tappe dell’evoluzione sono chiare e definite. Invece, vorrei sottolineare come sia diventato una priorità della Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici l’utilizzo di Digital Twin, un “gemello digitale”. Per spiegare meglio, si tratta, per grandi linee, di una rappresentazione virtuale di un oggetto o di un sistema progettato per riflettere accuratamente un oggetto fisico. Nel contesto dell’attività della Direzione, l’uso di Digital Twin è riferito sia alla progettazione flessibile di esigenze di coperture wireless in spazi ampi, sia alla fruizione e la condivisione di ambienti non facilmente raggiungibili.
Che ruolo avrà l’AI nel 2026?
Dalla fine del 2024, lo Stato della Città del Vaticano si è dotato di specifiche “Linee guida in materia di Intelligenza Artificiale” e, dagli inizi del 2025, hanno preso avvio i lavori della Commissione sull’Intelligenza Artificiale. In tale contesto, sono stati condotti numerosi approfondimenti e sperimentazioni, testando alcune soluzioni attraverso specifici proof of concept. Tali attività hanno condotto alla fase di ingegnerizzazione di sistemi dotati di adeguate capacità computazionali hardware, in grado di ospitare soluzioni di AI di mercato in modalità on premise, rendendo così i datacenter qualificabili con “AI ready”.
Quali sono le principali minacce cyber considerate nella programmazione 2026?
Le principali fonti informative e gli studi di settore confermano che, anche in prospettiva 2026, tra le minacce cyber più rilevanti e preoccupanti rientra il ransomware, spesso riconducibile a gruppi di cybercriminalità organizzata. Si tratta di attacchi finalizzati a compromettere la disponibilità e l’integrità dei sistemi informativi ed anche a conseguire un vantaggio economico attraverso estorsioni e sottrazione di dati. A questa tipologia di attacco, si affiancano le campagne di phishing e di social engineering, sempre più sofisticate e potenziate dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale, prevalentemente orientati al furto di credenziali e all’accesso non autorizzato ai sistemi.
Accanto alle misure tecnologiche già adottate, o in fase di implementazione, e alla costante formazione del personale, va considerato che, oggi, tutte le attività operative si fondano su strumenti digitali e processi informatizzati. Per questo motivo, nel 2026 l’attenzione è rivolta anche al piano organizzativo, con l'aggiornamento e il rafforzamento delle procedure di risposta agli incidenti, al fine di gestire in modo efficace eventuali compromissioni e massimizzare la resilienza complessiva del sistema.
Sono previsti dei piani di formazione del personale sulla sicurezza digitale?
Assolutamente sì. Per i tecnici della Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici, che hanno un impatto diretto o indiretto sulle tematiche di cyber, sono attivi, da anni, dei percorsi formativi specifici volti a mantenere e aggiornare costantemente le competenze necessarie per prevenire, rilevare e contrastare, per quanto possibile, le minacce informatiche in continua evoluzione.
Per i dipendenti del Governatorato che utilizzano strumenti informatici, è previsto un Corso base dedicato alla sicurezza digitale, articolato in cinque moduli: evoluzione del cybercrime, standard e regolamenti, principali minacce, best practice operative e Intelligenza Artificiale come ambito di rischio emergente. Il Corso è erogato a gruppi ristretti, fino a un massimo di dodici partecipanti per sessione, così da garantire un adeguato livello di approfondimento e favorire l’interazione. È fondamentale ricordare che il fattore umano rappresenta l’elemento più delicato della catena difensiva: per questo, la formazione continua è essenziale e costituisce un pilastro della strategia di sicurezza digitale.
Ringrazio per questa intervista che consente di mettere in luce il lavoro quotidiano che la Direzione delle Telecomunicazioni e dei Sistemi Informatici mette a frutto nel tempo, grazie all’impegno profuso da tutti i suoi dipendenti, in ciascun campo di applicazione, generando una diffusa soddisfazione e la volontà di dedicarsi con crescente entusiasmo nelle molteplici attività d’interesse, rendendole sfidanti e nelle quali poter esprimere il proprio talento e peculiarità.