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6 maggio: Beata Anna Rosa Gattorno

La scoperta dell’amore di Dio

Sposa, madre, vedova e fondatrice di una Congregazione religiosa. È la parabola di Anna Rosa Gattorno, al secolo Rosa Maria Benedetta. Nata a Genova, il 14 ottobre 1831, in una agiata famiglia di armatori, venne educata cristianamente. Secondo le usanze del tempo per le famiglie di alto livello sociale, venne fatta studiare in casa. Molto intelligente e aperta ad apprendere le novità, intratteneva gli ospiti al suono di pianoforte e cantando.

Nel 1852, sposò suo cugino Girolamo Custo e si trasferì a Marsiglia. A causa di dissesti finanziari e della morte del marito nel 1858, fu costretta a rientrare a Genova. Le prove non erano ancora finite: dopo una malattia, la prima figlia rimase sordomuta e l’ultimo figlio morì.

Rimasta vedova, si dedicò alle opere di carità e alla preghiera, ponendo Cristo al centro della vita. La scoperta dell’amore di Dio e la sofferenza maturarono in lei il desiderio di consacrarsi al Signore. Volle diventare “portavoce di Gesù” per far arrivare a tutta l’umanità il messaggio di salvezza. In particolare, si sacrificò e pregò per la conversione dei peccatori e la santificazione di tutti.

In quel tempo, emise il voto di castità, obbedienza e povertà, divenendo Terziaria francescana. Si dedicò all’assistenza agli ammalati in ospedale e a domicilio, senza mai dimenticare il suo ruolo di madre.

Sostenuta dall’invito di Pio IX, l’8 dicembre 1866, fondò in Piacenza l’Istituto delle Figlie di Sant’Anna per aiutare le persone che si trovavano in condizioni di povertà materiale e spirituale, come malati, orfani, disabili e infanzia abbandonata. Ben presto, l’Istituto si aprì alla vocazione missionaria, espandendosi in altri Continenti. Pio IX aveva profetizzato ad Anna Rosa: “Il tuo Istituto si estenderà rapidamente in ogni parte del mondo”.

Morì a Roma, il 6 maggio1900. San Giovanni Paolo II, il 9 aprile dell’Anno Santo 2000, l’ha proclamata Beata.

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