11 marzo: San Sofronio di Gerusalemme, Patriarca
Difensore dell’ortodossia della fede
Fu un instancabile oppositore dell’eresia del monotelismo e da Patriarca di Gerusalemme seppe preservare la fede dei cristiani durante la conquista araba. È Sofronio, nato a Damasco, in Siria, verso il 550. Fin da giovane si dedicò allo studio e poi all’insegnamento delle lettere e della retorica.
Conclusi gli studi, compì un pellegrinaggio in Terra Santa per visitare i luoghi in cui visse Gesù e per incontrare gli asceti. Si fermò così nell’insediamento monastico di San Teodosio in Giudea, dove conobbe Giovanni Mosco, un monaco e cronista siriano, con il quale strinse amicizia. Tutti e due erano contrari alla dottrina del monotelismo, poi condannata come eresia dal Concilio di Costantinopoli III (681).
Nel 578, partì con Mosco verso Alessandria d’Egitto, per conoscere l’esperienza degli asceti e visitare i monasteri egiziani. Maturò la decisione di ritirarsi dal mondo ed emise la professione religiosa nel monastero di San Teodosio. Sofronio e Mosco si misero al servizio del Patriarca di Alessandria, Giovanni l’Elemosiniere. Successivamente, compì vari viaggi in Asia Minore, Egitto e Africa del Nord per far tornare alla vera fede le comunità monofisite, che avevano avuto l’appoggio dell’imperatore Eraclio I e del Patriarca di Costantinopoli, Sergio I.
Nel 614, i persiani conquistarono Gerusalemme e Sofronio e Mosco accompagnarono il Patriarca Giovanni in esilio, prima a Cipro e poi a Roma, dove Mosco morì. Nel 627, grazie alla vittoria dell’imperatore Eraclio I, Gerusalemme venne liberata.
Rientrato in Terra Santa, nel 634, fu eletto Patriarca di Gerusalemme e continuò la sua attività per ricondurre alla vera fede le comunità monofisite. Scrisse vari testi scritti agiografici, dogmatici, omiletici e liturgici, tra i quali, la prima versione degli Improperi del Venerdì Santo utilizzati nella liturgia. Celebre la sua Lettera Sinodale, che è una professione sulla dottrina delle due volontà di Cristo. Nel 637, Sofronio, con la sua fermezza e diplomazia, riuscì ad assicurare libertà di culto ai cristiani, durante la conquista di Gerusalemme da parte del califfo Omar.
Il Patriarca morì, l’11 marzo 638.
