26 marzo: San Castulo, martire
Al servizio di Dio e non del potere
Non ci sono molte notizie su Castulo o Castolo. Nel Martirologio Geronimiano Castulo è commemorato il 26 marzo e insieme con un altro martire il 12 gennaio.
Non ci sono molte notizie su Castulo o Castolo. Nel Martirologio Geronimiano Castulo è commemorato il 26 marzo e insieme con un altro martire il 12 gennaio.
La scena ci è ben nota. Dio propone e attende una risposta. “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1, 26-38)
Maria diventa la Madre di Dio e del Salvatore prima di diventare, ai piedi della croce, la Madre della Chiesa. Questa ricorrenza è prima di tutto la festa dell’Incarnazione, poiché Dio inizia in Maria la sua vita umana che porterà questo piccolo embrione fino alla Croce e alla Risurrezione, fino alla gloria di Dio.
Apparteneva alla famiglia reale di Svezia, per parte di sua madre, Santa Brigida, e di suo padre Ulf Gudmarson. È Caterina di Svezia, nata intorno al 1331, affidata fin da piccola, alle cure delle monache Cistercensi di Risaberg. Pur contro la sua volontà, dovette lasciare il monastero, perché suo padre l’aveva concessa in matrimonio al cavaliere Edgar von Kyren, che sposò all’età di 16 anni. Il marito, anch’egli molto devoto, si accordò con lei per vivere in castità. Caterina visse il matrimonio prendendosi cura di Edgar, che era invalido. Nel 1344, morì suo padre Ulf.
Era ancora un laico quando fu nominato Arcivescovo di Lima ed era solo un celebre giurista. Originario della Spagna, si ritrovò a partire per il Nuovo Mondo, cambiando radicalmente vita. È Turibio, appartenente alla nobile famiglia dei Mogrovejo. Nacque a Mayorga (Valladolid) nel 1538. Dopo gli studi di giurisprudenza, divenne un rinomato espero di Diritto canonico e insegnò all’Università di Salamanca. Il re di Spagna, scelse Turibio per inviarlo in Perù come Arcivescovo di Lima che, alla sua fondazione, il 18 gennaio 1535, si chiamava Ciudad de Los Reyes, perché temporalmente vicina al 6 gennaio, solennità dell’Epifania, in cui si ricordano i Re Magi.
Per il suo coraggio è stato chiamato “il Leone di Münster”. Non si stancò di denunciare i soprusi dello Stato e di rivendicare il diritto alla vita, condannando fermamente la teoria nazista dell’uccisione delle “vite improduttive e senza valore”.
Un eremita che seppe mediare e consigliare i suoi concittadini, pacificando gli animi opposti. Pur lontano dal mondo e vivendo in solitudine in una cella, riuscì a evitare conflitti fratricidi. La sua unica arma la corona del Rosario che teneva sempre con sé e suo unico nutrimento l’Eucaristia. È Bruder Klaus, noto come San Nicola della Flüe. Nacque nel 1417 nel piccolo villaggio di Flüeli, nella regione di Obwalden, all'epoca parte della Confederazione degli otto Cantoni della Svizzera centrale. La sua famiglia viveva di agricoltura.