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Santo del Giorno

Santo del giorno

19 maggio: Crispino da Viterbo, Frate Minore Cappuccino

Il questuante di Dio 

“La potenza di Dio ci crea, la sapienza ci governa, la misericordia ci salva”. Così ripeteva a chi incontrava fra Crispino da Viterbo. Semplice fratello laico dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, assegnato alla questua, al servizio dei malati e ad occuparsi dell’orto del convento, fra Crispino (Pietro) Fioretti nacque a Viterbo, il 13 novembre 1668. Suo padre, Ubaldo Fioretti, aveva sposato Marzia, già vedova con una figlia. Ben presto, Crispino rimase orfano di padre, e di lui si occupò suo zio Francesco, il quale lo mandò a frequentare la scuola retta dai Gesuiti. Crispino lavorava anche come apprendista calzolaio nella bottega dello zio.

18 maggio: San Felice da Cantalice, Frate Minore Cappuccino

Il “frate Deo gratias” 

Era chiamato il “frate Deo gratias”, perché così salutava la gente che incontrava. Per quaranta anni, infatti, girò per le strade di Roma per chiedere l’elemosina, approfittando per dare consigli spirituali a popolani e ad aristocratici. È San Felice Porro, conosciuto come Felice da Cantalice, per il nome della località, dove nacque in provincia di Rieti, nel 1515. Da piccolo si trasferì a Cittaducale, per servire in una famiglia come pastore e contadino. Si dedicò alla lettura delle Vite dei Padri e si rafforzò in lui il desiderio di condurre un’esistenza austera.  

17 maggio: San Pasquale Baylón, laico francescano

Il portinaio e questuante innamorato dell’Eucaristia 

Era quasi analfabeta, da autodidatta imparò a leggere e a scrivere, umile, povero, semplice frate laico sulle orme di San Francesco d’Assisi, grande devoto del Sacramento dell’altare, al punto da essere chiamato il “teologo e il Serafino dell’Eucaristia”. È Pasquale Baylón, nato a Torrehermosa, allora Regno d’Aragona, da Martín e Isabel Jubera, il 16 maggio 1540. Era una famiglia povera e numerosa. Per questo, suo padre lo mandò, fin da piccolo, a pascolare le greggi. Approfittava della permanenza tra la natura per lodare Dio e cantare inni alla Vergine Maria.

16 maggio: Sant’Ubaldo, Vescovo di Gubbio

Un pastore al servizio del popolo 

Non si conosce con esattezza l’anno di nascita di Ubaldo Baldassini, probabilmente, fu verso il 1085, a Gubbio. Era l’unico figlio maschio di Rovaldo Baldassini, e di Giuliana. Rimase orfano di padre da bambino e, poco dopo, perse anche la madre. Di lui si occupò suo zio Ubaldo. Ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1115, e tre anni dopo, divenne priore della Cattedrale di San Mariano.
Si impegnò nel riformare la vita canonicale, vista la decadenza morale, perché la vita comune era un’eccezione, e ne risentivano la pastorale e il culto divino.

15 maggio: San Isidoro, agricoltore

Lavoro e preghiera: via per la santità 

Era un umile agricoltore, poverissimo, che non si risparmiava fatiche e sacrifici per portare a casa un pezzo di pane da mangiare. Aveva, però, scoperto Cristo e tutto il resto gli sembrava niente in confronto all’amicizia con Lui. Si chiamava Isidoro. Era nato nel 1080 circa, a Madrid, che all’epoca non era la capitale della Spagna, ma solo una città come altre. 

14 maggio: San Mattia Apostolo

L’ultimo Apostolo 

Nel libro degli Atti degli Apostoli (1,15-26) si narra che, nei giorni seguenti l’Ascensione del Signore, l’Apostolo Pietro propose all’assemblea dei 120 fratelli, di scegliere uno tra loro per prendere il posto del traditore Giuda Iscariota. 

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